Torino. Alla Fondazione Accorsi-Ometto una conferenza stampa del Nucleo TPC sull’operazione “OLGA”
I Carabinieri dell’Arte di Torino presentano esiti e metodo dell’indagine sui falsi d’arte, in collaborazione con l’Archivio Carol Rama e il Laboratorio sul falso di Roma Tre
La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino ospiterà l’8 settembre alle 18 una conferenza stampa sull’operazione “OLGA”. Nell’occasione sarà presentata l’attività investigativa del locale Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con competenze sul Piemonte e la Valle d’Aosta. Interverranno il direttore del museo Luca Mana, il presidente dell’Associazione Archivio Carol Rama Michele Carpano, la direttrice del “Laboratorio sul falso” dell’Università Roma Tre Giuliana Calcani e il comandante del Nucleo TPC di Torino, ten. col. Ferdinando Angeletti. L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

L’operazione “OLGA” affonda nel nodo sensibile della contraffazione nell’arte contemporanea, con particolare attenzione alla produzione di Carol Rama, artista torinese la cui eredità è oggi tutelata dall’Archivio Carol Rama, presieduto dall’avvocato Michele Carpano e incaricato delle procedure di archiviazione e tutela dei diritti d’immagine. La presenza dell’Archivio in conferenza è significativa perché il controllo scientifico delle attribuzioni e la tracciabilità documentale restano il primo argine alla circolazione di opere dubbie. Il quadro operativo sarà inquadrato anche sul piano metodologico. Il “Laboratorio sul falso” di Roma Tre, diretto da Giuliana Calcani, lavora da anni su protocolli di autenticazione e formazione interdisciplinare che integrano storia dell’arte, archeologia e indagini tecnico-scientifiche. La collaborazione tra laboratori universitari e forze dell’ordine, quando attivata sui casi concreti, consente di verificare materiali, tecniche esecutive e provenienze, mettendo a sistema saperi diversi ma complementari.
La scelta della Fondazione Accorsi-Ometto è dovuta all’impegnato che il museo torinese profonde nella valorizzazione e nello studio dei materiali storico-artistici, offrendo un contesto pubblico adeguato per condividere con la città gli esiti di un’indagine che ha avuto ricadute dirette sul mercato locale e nazionale. L’istituzione ospita collezioni permanenti e attività di ricerca, segnalando una vocazione alla divulgazione che dialoga con la dimensione giudiziaria e preventiva della tutela.

Sul piano generale, i dati più recenti del Ministero della Cultura confermano come la contraffazione sia una delle linee d’azione prioritarie del Comando TPC. Nel 2024, le attività del Reparto hanno portato al sequestro di 2.804 beni contraffatti (in larga prevalenza di arte contemporanea), con un valore stimato di oltre 311 milioni di euro se immessi sul mercato come autentici. Sono numeri che spiegano la necessità di momenti pubblici di restituzione come quello torinese, dove la catena investigativa, che si articola nel controllo del mercato, le verifiche scientifiche, i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, viene raccontata in modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori.
Nel merito specifico, “OLGA” è presentata come un’indagine volta a contrastare il commercio di opere contraffatte riconducibili a più autori, con epicentro nel Torinese. Il caso, noto in ambito specialistico per il coinvolgimento di numerosi fogli attribuiti a Carol Rama, si colloca nella scia di interventi analoghi del Nucleo TPC di Torino che, negli ultimi anni, ha unito attività preventive sul territorio a sequestri e confische disposti dall’autorità giudiziaria. I dettagli che saranno illustrati in conferenza contribuiranno a definire l’ambito delle responsabilità e a chiarire le procedure di verifica adottate con il supporto degli organismi scientifici competenti.
In una città che custodisce la casa-studio e l’Archivio dell’artista, il tema investe sia l’aspetto civico che quello professionale. L’analisi delle provenienze, la prudenza nelle acquisizioni, l’uso di canali di verifica riconosciuti sono condizioni minime per un mercato sano. In questo senso, la sinergia tra forze dell’ordine, archivi d’artista e università, al centro dell’appuntamento dell’8 settembre, non è solo la fotografia di un’operazione riuscita ma un modello di lavoro replicabile, che mette al centro metodo, documenti e responsabilità condivise.

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