Macchina Enigma e Crittografia musicale, conferenza all’Università di Parma
Dalla decrittazione dei messaggi della Seconda guerra mondiale ai codici nascosti nelle partiture di Schumann, Brahms ed Elgar

Si è parlato di macchina Enigma e di crittografia musicale il 10 giugno alla Conferenza I-CONLangs III-2026 presso l’Università di Parma, coordinata dal prof. Davide Astori. Tra i relatori il dott. Alberto Campanini e il prof. Fabio Perrone (presidente della Commissione Musica e Intelligence di Socint), i quali, ciascuno partendo da ambiti specifici, hanno mostrato come il linguaggio e la comunicazione crittografata siano stati ampiamente utilizzati nella storia umana attraverso sistemi di protezione che hanno trasformato il testo, musicale e non, in codici illeggibili per chiunque non ne possedesse le chiavi di decifrazione.
La macchina Enigma era un dispositivo elettromeccanico usato dai tedeschi per cifrare e decifrare messaggi segreti durante la Seconda guerra mondiale. Il suo sistema di crittografia a rotori creava combinazioni sempre diverse, rendendo i messaggi apparentemente impossibili da decifrare senza conoscere l’impostazione esatta della macchina. Era formata da una tastiera per inserire il testo in chiaro, un pannello luminoso con una serie di 26 lampadine, una per ogni lettera dell’alfabeto, che si illuminavano indicando la lettera cifrata, e una serie di rotori, o tamburi, che rappresentavano il cuore del sistema. I dischi rotanti erano dotati di contatti elettrici che collegavano le lettere in modo casuale e l’ordine dei rotori poteva essere invertito per aumentare il numero delle configurazioni. C’era poi un riflettore, ovvero un disco speciale che faceva rimbalzare il segnale elettrico all’interno dei rotori una seconda volta, permettendo al sistema di funzionare sia per cifrare sia per decifrare il messaggio inserito. Infine c’era un pannello di permutazione (spina) situato sulla parte anteriore della macchina, che permetteva di scambiare ulteriormente le lettere tramite cavi prima e dopo il passaggio nei rotori. Utilizzando tutte le configurazioni possibili si poteva arrivare a 107458687327250619360000 combinazioni per ogni singolo messaggio digitato. Per questo, a Bletchley Park, sede dell’unità principale di crittoanalisi del Regno Unito nonché della Government Code and Cypher School (GC&CS), furono impiegati matematici di prim’ordine tra i quali Alan Turing, Peter Twinn, Gordon Welchman, John Jeffreys, Derek Taunt, Jack Good, Bill Tutte, Max Newman e molti altri.

La decifrazione del codice Enigma e la crittografia musicale hanno avuto proprio a Bletchley Park un punto di contatto storico importantissimo: Eric Sams (1926-2004), insigne musicologo e crittografo militare del quale si celebrano quest’anno i cento anni dalla nascita. Reclutato a Bletchley Park a soli 17 anni nel 1944, Eric Sams ha prestato servizio nell’Intelligence Corps britannico, lavorando alla decrittazione dei codici giapponesi e tedeschi e collaborando col gruppo del matematico Alan Turing. Terminato lo sforzo bellico, Eric Sams ha applicato le sue competenze crittografiche all’analisi di partiture musicali classiche dimostrando come compositori del calibro di Robert Schumann ed Edward Elgar abbiano celato messaggi cifrati, parole e significati specifici all’interno delle loro partiture. L’analisi del funzionamento della macchina Enigma da parte del dott. Campanini e l’analisi di alcune partiture da parte del prof. Perrone hanno mostrato non solo la scientificità della crittografia ma anche le potenzialità crittografiche nel rapporto tra musica e parole che Eric Sams ha saputo indagare con metodo analitico e sistematico, facendo emergere un mondo nascosto ai più, celato nei codici musicali e nelle partiture di grandi compositori.

Nel sistema inglese e tedesco la denominazione delle note musicali è alfabetica (A=la, B=si, C=do, D=re, E=mi, F=fa, G=sol) e questo fatto permette di creare infiniti giochi di parole con i suoni. Eric Sams, analizzando a fondo questo aspetto, ha dimostrato che nella musica romantica tedesca i nomi delle note sono stati spesso utilizzati come messaggi cifrati. Tra i casi più celebri analizzati da Sams merita di essere ricordato il “tema di Clara”, che si riferisce al celebre motivo musicale di cinque note discendenti che il compositore Robert Schumann ha dedicato alla moglie, la pianista e compositrice Clara Wieck, negli Improvvisi op. 5. Il tema è stato successivamente ripreso anche da Johannes Brahms, amante di Clara, nel Quartetto per pianoforte in sol minore.
Si ritrovano in Robert Schumann, nel Carnaval op. 9, anche il crittogramma S-C-H-A (mi♭, do, si♮, la), usato dal compositore per codificare il proprio cognome, accanto ai crittogrammi A-S-C-H (la, mi♭, do, si♮) e As-C-H (la♭, do, si♮), come omaggio a Ernestine von Fricken, che proveniva dalla città di Aš, pronunciata in tedesco “Asch”, con la quale il compositore aveva una relazione sentimentale. Johannes Brahms ha usato spesso il crittogramma B-A-H-S (si♭, la, si♮, mi♭), ad esempio per includere il suo cognome nella Fuga per organo in la bemolle minore. Un altro crittogramma interessante si ritrova in diverse composizioni per le celebrazioni del centenario della morte di Haydn (si♮, la, re, re, sol nella codifica francese), impiegato ad esempio da Maurice Ravel nel Menuet sur le nom d’Haydn. E passando per BACH (si♭, la, do, si♮), per Dmitrij Šostakovič D-S-C-H (re, mi♭, do, si♮) e per John CAGE (do, la, sol, mi), si è arrivati a Edward Elgar, che scrisse Variazioni Enigma, testo musicale interamente basato su crittogrammi.
Dalla Conferenza, dedicata allo studio, alla ricerca e alla promozione della cultura dell’intelligence, è emerso chiaramente che il linguaggio verbale e la musica condividono la stessa natura crittografica: entrambi utilizzano sistemi di simboli e motivi che possono essere decodificati solo attraverso una lettura attenta dei dettagli da parte di specialisti.

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