Oltre la cronaca: l’anatomia del crimine d’arte nel ciclo di webinar targato ACP
Al via il 4 febbraio la III edizione del percorso formativo che mette in relazione archeologia, geopolitica e investigazione. Dal mondo accademico al giornalismo specializzato, passando per la cinematografia, il ciclo propone una lettura aggiornata delle trasformazioni che attraversano il contrasto al traffico illecito di beni culturali
Il crimine contro il patrimonio culturale costituisce un fenomeno globale articolato, nel quale convergono riciclaggio di capitali, strategie di conflitto asimmetrico, falsificazione tecnologica e diplomazia culturale. Su queste premesse Art Crime Project, in collaborazione con The Journal of Cultural Heritage Crime, inaugura la terza edizione di Storie e Crimini d’Arte (febbraio–giugno 2026), con un programma concepito come osservatorio multidisciplinare. Il calendario 2026, infatti, mette in relazione approcci differenti. La ricerca storico-artistica dialoga con le scienze applicate; l’analisi archeologica incontra i metodi dell’intelligence; il linguaggio cinematografico affianca l’elaborazione dei dati. Il ciclo propone così una serie di approfondimenti sui temi e sui protagonisti che scandiranno i mercoledì di formazione dei prossimi mesi.

L’epistemologia del falso: l’occhio e la materia
Il primo incontro, in programma il 4 febbraio, è dedicato alla falsificazione, nodo centrale per il mercato e per la ricostruzione storica. Ad aprire i lavori è Giuliana Calcani, ordinaria di Archeologia classica presso l’Università Roma Tre, studiosa di riferimento sul tema della copia e della serialità nell’arte antica. Il suo intervento sulla diagnostica umanistica richiama il ruolo dell’analisi stilistica, iconografica e storica come strumento preliminare di valutazione critica.
Quando l’analisi visiva richiede un supporto ulteriore, intervengono le scienze dei materiali. A marzo il focus si sposta nei laboratori con Marianne Mödlinger, specialista in archeometallurgia. Il suo contributo affronta la caratterizzazione chimica dei metalli applicata a elmi preistorici provenienti da scavi clandestini, un ambito nel quale la perdita del contesto costituisce un problema ricorrente. L’analisi delle leghe e degli isotopi consente di ricostruire provenienze e individuare incongruenze, restituendo informazioni a reperti privi di documentazione.
Geopolitica delle macerie: Siria, Gaza e mercato dell’arte
La tutela del patrimonio culturale si intreccia oggi con i contesti di conflitto armato. Il 18 febbraio Valentina Porcheddu, archeologa e giornalista, propone una lettura fondata sull’osservazione diretta delle aree di crisi. L’intervento analizza la distruzione dei beni culturali in Siria e a Gaza come pratica inserita in strategie di controllo simbolico e comunicativo, con ricadute politiche e sociali di ampia portata.
Sulle traiettorie successive dei beni sottratti si innesta l’intervento di Ana Vico Belmonte, docente presso l’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid e direttrice della Cattedra di Mercato dell’Arte ed Economia della Cultura. Numismatica ed esperta di dinamiche economiche applicate ai beni culturali, Vico esamina le aree meno trasparenti del collezionismo internazionale, con particolare attenzione al ruolo dei porti franchi come spazi di deposito e transito di opere prive di una provenienza verificabile.
L’estetica della legalità al cinema
Il regista e sceneggiatore Alessandro Garilli presenta il percorso creativo dei cortometraggi Il Cratere e The Concert, realizzati nell’ambito del progetto europeo RITHMS sotto la direzione scientifica di Art Crime Project. I lavori esplorano la possibilità di tradurre il tema del traffico illecito in una forma cinematografica autonoma, nella quale la costruzione visiva e narrativa assume una funzione centrale nella comunicazione dei contenuti.
La difesa del territorio: dallo Stato alla cittadinanza attiva
Dagli scenari internazionali il ciclo riporta l’attenzione sul contesto italiano e sulla gestione quotidiana della tutela. Andrea Gennaro, funzionario archeologo del Ministero della Cultura, illustra il funzionamento operativo delle Soprintendenze, soffermandosi sugli strumenti giuridici e sulle procedure che regolano la protezione del patrimonio archeologico e del paesaggio.
Il tema della dispersione del patrimonio viene affrontato attraverso il caso di Vulci, presentato da Alessandro Conti. L’intervento ricostruisce le dinamiche di saccheggio della necropoli, la formazione di importanti collezioni all’estero e i successivi percorsi di recupero e rientro, legati a indagini e negoziati di lunga durata.
La riflessione conclusiva è affidata a Flavio Enei, direttore del Museo del Mare di Santa Severa, che presenta l’esperienza del Gruppo Archeologico Cerite. Dalle attività di ricerca alla sorveglianza del territorio, il caso illustrato mette in evidenza il ruolo del volontariato specializzato come componente operativa nei sistemi di tutela del patrimonio.
Un programma in evoluzione
I temi e i contributi presentati costituiscono l’ossatura della terza edizione del ciclo. Il calendario verrà integrato nelle prossime settimane con ulteriori incontri e casi di studio. I webinar si svolgono online con cadenza quindicinale, il mercoledì alle 18.30. La partecipazione è riservata ai soci di Art Crime Project in regola con il tesseramento 2026. Informazioni su iscrizioni e rinnovi sono disponibili all’indirizzo info@artcrimeproject.org.

The Journal of Cultural Heritage Crime (JCHC), con sottotitolo L’Informazione per la Tutela del Patrimonio Culturale, è una testata giornalistica culturale, registrata presso il Tribunale di Roma con n. 108/2022 del 21/07/2022, e presso il CNR con ISSN 2785-7182. Si configura sul web come contenitore di approfondimento, il primo in Italia, in cui trovano spazio i fatti che quotidianamente vedono il nostro patrimonio culturale minacciato, violato e oggetto di crimini. I fatti sono riportati, attraverso un linguaggio semplice e accessibile a tutti, da una redazione composta da giornalisti e da professionisti del patrimonio culturale, esperti nella tutela. JCHC è informazione di servizio, promuove le attività di contrasto ai reati e sostiene quanti quotidianamente sono impegnati nella attività di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale.


