Torino, al via la VI edizione del Master “Cultural Property Protection in Crisis Response”
Cerimonia di apertura oggi, 8 settembre, all’Archivio di Stato; lectio inaugurale di Edoardo Greppi sul diritto internazionale umanitario
Prende il via all’Archivio di Stato di Torino la sesta edizione del Master “Cultural Property Protection in Crisis Response”, percorso formativo che unisce diritto, conservazione e gestione dell’emergenza per preparare professionisti capaci di proteggere il patrimonio culturale in contesti di conflitto, calamità e crisi complesse. Dalle 15 alle 18 sono previsti i saluti istituzionali e l’avvio delle attività, con la lectio inaugurale di Edoardo Greppi dedicata ai fondamenti del diritto internazionale umanitario applicati ai beni culturali.
Il Master nasce dall’incontro tra mondo accademico e attori operativi, con docenti e testimoni che provengono da università, amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine specializzate, organismi internazionali e centri di restauro. L’obiettivo è chiaro: fornire strumenti concreti per leggere il rischio, prevenire i danni, intervenire quando serve, ricostruire reti e procedure. Non solo teoria, dunque, ma casi reali, esercitazioni e simulazioni, sopralluoghi tecnici, lavoro su dataset e standard di documentazione. Si parla di diritto e policy, certo, ma anche di messa in sicurezza delle collezioni, piani di emergenza per musei e archivi, catene di custodia, logistica, assicurazioni, interoperabilità dei dati, comunicazione pubblica nelle fasi più delicate.
La cerimonia di apertura riunisce figure che hanno accompagnato il progetto fin dalla sua nascita. Dopo i saluti della direzione del Master, il programma entra subito nel merito con un’introduzione ai principi e agli strumenti che governano la protezione dei beni culturali in guerra e nelle altre situazioni di crisi. È un tema che oggi pesa su molte agende, dall’Europa al Mediterraneo, con scenari che impongono competenze aggiornate, visione internazionale e capacità di coordinare attori diversi, dal museo territoriale alla grande amministrazione, fino ai partner privati.
Nelle prossime settimane gli iscritti affronteranno moduli dedicati alla valutazione del danno e al risk management, ai protocolli di cooperazione con forze armate e forze di polizia specializzate, agli standard di catalogazione e tracciabilità, alla conservazione preventiva in emergenza, alla tutela del patrimonio archivistico e librario, alla protezione dei siti archeologici e delle aree esposte a scavi clandestini, alla dimensione digitale della sicurezza. Sono previsti incontri con operatori che hanno lavorato su evacuazioni, messi in sicurezza, restituzioni e indagini sul traffico illecito, accanto a restauratori e conservatori che traducono policy e norme in pratiche di laboratorio, casse, materiali, mappe, inventari.
Il Master conferma inoltre una rete di collaborazioni che consente agli studenti di confrontarsi con esperienze sul campo e con casi studio aggiornati. È un valore aggiunto per chi arriva da percorsi diversi, dall’archeologia alla giurisprudenza, dalla storia dell’arte all’ingegneria della sicurezza, dall’archivistica alla gestione museale. La didattica, pensata in modalità mista, favorisce l’incontro tra chi lavora già nel settore e chi muove i primi passi, con momenti di verifica, project work e una tesi finale orientata alla risoluzione di problemi reali.
La partecipazione è prevista in presenza e online; le registrazioni passano da un modulo dedicato (termine indicato al 6 settembre, ore 00.00 CET). Per informazioni: coripe.milena@gmail.com.
Per iscriversi digitare QUI.

The Journal of Cultural Heritage Crime (JCHC), con sottotitolo L’Informazione per la Tutela del Patrimonio Culturale, è una testata giornalistica culturale, registrata presso il Tribunale di Roma con n. 108/2022 del 21/07/2022, e presso il CNR con ISSN 2785-7182. Si configura sul web come contenitore di approfondimento, il primo in Italia, in cui trovano spazio i fatti che quotidianamente vedono il nostro patrimonio culturale minacciato, violato e oggetto di crimini. I fatti sono riportati, attraverso un linguaggio semplice e accessibile a tutti, da una redazione composta da giornalisti e da professionisti del patrimonio culturale, esperti nella tutela. JCHC è informazione di servizio, promuove le attività di contrasto ai reati e sostiene quanti quotidianamente sono impegnati nella attività di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale.


