I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale recuperano 37 opere d’arte: alcune provengono dalle aree terremotate del centro Italia

di Gaia Marnetto
 

Roma, sede del Comando Carabinieri TPC. Spiccano, tra i recuperi di opere sottratte illecitamente, le tele e gli arredi portai via dalle chiese dichiarate in via precauzionale inagibili all’epoca del sisma del 2009. È una ferita nella ferita, “una vera e propria azione di sciacallaggio” come ribadisce con forza il procuratore aggiunto a Salerno, Luigi Cannavale. Quello dei furti nelle chiese è un triste fenomeno che, con il passare del tempo, è diventato sempre più sofisticato (tanto che alcuni parroci hanno preferito rimuovere le targhette esplicative dalle statue dei santi per complicare i numerosi furti su commissione, facilitati dalla corrispondenza nome/statua). Ma quando di mezzo c’è una tragedia come quella di un sisma, l’indignazione è doppia, perché mentre alcuni uomini scavavano tra le macerie per salvare persone e cose, altri si sceglievano i pezzi migliori nella desolazione dei paesi abbandonati. Alcune di queste opere, così come altre rubate da ville private, sono state ritrovate grazie al confronto iconografico con la banca dati del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con il quale i carabinieri hanno potuto verificare la conformità tra opere sottratte – anche da molti anni – e quelle rinvenute durante le indagini in area salernitana. Di qui l’invito del Generale Fabrizio Parrulli, comandante del Nucleo, alla realizzazione almeno di un catalogo fotografico dei beni culturali conservati nelle chiese, in modo da consentire la restituzione che, come si sa, può avvenire solo in caso di una prova della legittima proprietà.

 

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(Foto di Gaia Marnetto)

Il comunicato stampa qui

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