Ugento, Premio Zeus 2025. Riconoscimento al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
Si è tenuto anche quest’anno a Ugento il Premio Zeus, la manifestazione nata attorno al bronzo arcaico rinvenuto nel 1961 nella città messapica a sud del Salento, e cresciuta come qualcosa che unisce archeologia, tutela e pubblico
L’edizione 2025 si è articolata in più momenti, con la presentazione l’11 agosto al Museo Archeologico di Taranto (MArTA); la cerimonia il 28 agosto in Piazza San Vincenzo e la Notte della Cultura del 29 e 30 agosto.

Tra i riconoscimenti, passato un po’ in sordina, spicca per i nostri tipi il “Sofia Codacci Pisanelli, promotore della tutela” al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Volendo capire le motivazioni del premio, conviene stare ai fatti più che alle strette di mano. La motivazione ufficiale: unità istituita nel 1969, incardinata presso il Ministero della Cultura, articolata in 16 Nuclei con competenza regionale o interregionale; attività continuativa di prevenzione e contrasto degli illeciti sui beni culturali, supporto tecnico-operativo agli uffici del Ministero, individuazione degli scavi clandestini e delle filiere di traffico. In sostanza, una tutela che esiste perché restituisce opere alla fruizione pubblica. Si tratta, in sostanza, del riconoscimento di un metodo e della sua tenuta nel tempo. Per i nostri lettori conta questo: l’attenzione è sull’operatività, sulla catena che porta dall’indizio alla restituzione, sulla collaborazione fra investigatori, tecnici e musei.
Il nome del premio indica gli intenti. Sofia Codacci Pisanelli è la donna che, tra Pro Loco e incarico di Ispettrice onoraria, curò il recupero e la valorizzazione dello Zeus di Ugento, attualmente custodito al MArTA. A quel lavoro seguirono rinvenimenti come quello della “Tomba dell’Atleta” e la medaglia d’argento del Presidente Saragat nel 1965 per l’impegno a favore dei beni culturali nel basso Salento.

Ritira il riconoscimento il tenente colonnello Giovanni Di Bella, che comanda il Nucleo TPC di Bari, e che è arrivato in rappresentanza del Comando con sede a Roma. La consegna è avvenuta per mano di una emozionata presidente del Consiglio regionale, l’avvocata Loredana Capone. Un passaggio di mano che mette in fila istituzioni e compiti, dimodoché la tutela non resti parola astratta. Piuttosto che premiare l’eroe “solitario”, Ugento pone al centro un metodo che somiglia allo spirito della propria storia locale: presidio, continuità, cooperazione.
Le motivazioni
Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, istituito nel 1969, è inserito nell’ambito del Ministero della Cultura come Ufficio di diretta collaborazione del Ministro. Attraverso un’articolazione in 16 Nuclei periferici, con competenza regionale o interregionale, assicura sull’intero territorio nazionale una costante attività di salvaguardia del patrimonio culturale, prevenendo e contrastando qualsiasi tipo di violazione della legislazione dei beni culturali e paesaggistici. Supporta efficacemente gli uffici del Ministero della Cultura in operazioni sinergiche di tutela e nell’individuazione di scavi archeologici clandestini e traffici illeciti di reperti, al fine di consentire la pubblica fruizione e la valorizzazione di opere che, al contrario, nessuno conoscerebbe.
Siamo lieti di premiare il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, perché riteniamo che il loro straordinario contributo meriti di essere riconosciuto formalmente attraverso questo premio, in onore dell’incessante passione e il loro servizio a difesa della cultura e della storia del nostro Paese.
L’Amministrazione comunale ha presentato il Premio l’11 agosto al MArTA. La cerimonia si è tenuta il 28 agosto in Piazza San Vincenzo con la direzione artistica di Fredy Franzutti e il sostegno del Consiglio regionale della Puglia. A seguire, la Notte della Cultura ha allargato il raggio alla città. La selezione è stata affidata a un comitato scientifico misto presieduto dal sindaco di Ugento, Salvatore Chiga, e composto da: Antonella Pansini, funzionaria archeologa, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce; Francesco Longobardi, direttore regionale delegato, Direzione Regionale Musei Puglia; Stella Falzone, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, MArTA; Maurizio Bisanti, responsabile della Sezione archeologica, Fondazione Museo Civico di Rovereto; Francesco Spano, direttore di Federculture; Giovanni Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Beni Culturali, Università del Salento. Il perimetro del Premio è quello fissato dal comunicato: interpretare l’archeologia, sensibilizzare alla tutela, fidelizzare il pubblico con pratiche partecipative e sviluppare un apprendimento continuo come principio attivo di cittadinanza.
Il premio alla carriera ad Angela Pontrandolfo e Luigi Todisco ha saldato una stagione di studi sulla Magna Grecia, con scavi, studio della ceramica antica e linguaggi figurativi, alla formazione di generazioni di archeologi. Il senso è semplice: ciò che sappiamo dei contesti nasce da ricerche lunghe e da una scuola che tiene insieme fonti, metodo e didattica. “Innovazione e tecnologia” al DiSTAR dell’Università Federico II valorizza Proximaterra e il “Cuma Digital Twin”, un gemello digitale che integra rilievi 3D, dati geospaziali e modelli climatici per governare rischio, manutenzione e conservazione preventiva. Qui l’innovazione rivela la capacità di leggere un sito nel tempo e di contenere l’improvvisazione. La sezione “Missioni culturali all’estero” all’Università “G. d’Annunzio” riconosce la tenuta di un cantiere in Libia avviato nel 1997: documentazione, restauri e formazione del personale locale in un quadro geopolitico complesso. Per sottolineare che la protezione funziona quando attraversa i confini e costruisce competenze in loco. “Restauro archeologico” alla Fondazione Barumini mette a fuoco una politica di cantiere sul lungo periodo nel sito di Su Nuraxi, con conservazione programmata, equilibrio fra accesso e tutela e dialogo con la comunità. È la manutenzione intelligente che evita gli interventi “eroici” a danno fatto. La sezione “Trasmissione/Documentario archeologico” alla regista francese Pauline Coste segnala una divulgazione che non sacrifica la sostanza: ritmo narrativo, rigore delle fonti, capacità di rendere leggibile la complessità. Le menzioni speciali ad Angelo Cimarosti, ArchaeoReporter, per la cronaca archeologica “mentre accade”; a Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, per una gestione museale che tiene insieme riordino, apertura e qualità della fruizione. Ne esce un mosaico coerente, dal laboratorio al museo, dalla ricerca sul campo alla comunicazione pubblica, con ruoli distinti che si tengono senza sovrapporsi.

Archeologa e giornalista, dirige “The Journal of Cultural Heritage Crime”. Cultore della materia, insegnamento di Archeologia e legalità LM (20730002), Università degli Studi Roma Tre. Nel Registro nazionale dei Criminologi per l’investigazione e la sicurezza di AICIS, in qualità di Socio Qualificato ai sensi della Legge 4/2013.
PhD candidate presso l’Università di Roma Tor Vergata con un progetto che, muovendo dalla creazione di un database dei reperti archeologici restituiti all’Italia denominato “Nostoi”, vuole riflettere sulla loro ricollocazione nei territori di provenienza e sull’efficacia della valorizzazione, intesa nell’ottica del contrasto al traffico illecito di antichità.
Laureata con lode in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo archeologico, presso l’Università del Salento, ha conseguito con lode il diploma presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica “Dinu Adamesteanu”. Nell’ambito dello stesso Ateneo ha conseguito il Master di II livello in “Valorizzazione del Patrimonio Culturale”, promosso dalla Scuola Superiore ISUFI. Archeologa di fascia 1 negli elenchi del Ministero della Cultura. Ha partecipato a numerose campagne di scavo sia in ambito universitario che per conto della Soprintendenza Archeologica di Roma, in qualità di responsabile di cantiere.
Nell’ambito della tutela ha conseguito il Master biennale di II livello in “Esperti nelle attività di valutazione e di tutela del patrimonio culturale” all’Università di Roma Tre. Ha inoltre conseguito gli attestati di partecipazione al corso online su “Antiquities Trafficking and Art Crime” della Glasgow University, e al corso promosso da UNESCO, “Engaging the european art market in the fight against illicit trafficking in cultural property”. Ha quindi partecipato all’International Spring School su “Risk Management for Cultural Heritage. Challenges and Strategies for the GLAM Sector and UNESCO Sites”, promossa dall’Università degli Studi di Padova (ed. 2024). Nel 2025 ha conseguito presso l’Università degli Studi Roma Tre l’attestato di partecipazione al Corso di alta formazione in “Cyber Humanities for Heritage Security”, titolo dell’elaborato finale: “Traffico illecito di reperti archeologici online: nuove evidenze e strumenti tecnologici per il contrasto”.
Giornalista pubblicista, ha fondato e dirige dal 18 settembre 2018 “The Journal of Cultural Heritage Crime”. Presso la LUISS ha frequentato il Corso Executive in “Intelligenza Artificiale e Personal Media: Nuovi Modelli per la Comunicazione e Giornalismo”, organizzato dal Master in “Giornalismo e Comunicazione multimediale” del Centro di Ricerca Data Lab in collaborazione con la School of Government dell’Università LUISS Guido Carli.
È socio fondatore dell’associazione culturale APS “Art Crime Project” (presidente dal 2020 al 2023); è socio di EAA – European Association of Archaeologists; è membro del Gruppo di Lavoro ICOM “Musei, Legalità e Territorio”; è socio simpatizzante dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Tutela Patrimonio Culturale.
Dal 2023, con “The Journal of Cultural Heritage Crime”, promuove in Italia la Giornata Internazionale contro il traffico illecito di beni culturali, indetta dall’UNESCO nel 2020.




