“Perceive Isis’ Colours”: il ritorno dei colori perduti del Tempio di Iside

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Si inaugura l’8 settembre 2025, alle ore 14.30, al Palazzo San Niccolò di Siena, nell’ambito del Digital Heritage 2025 Expo, la mostra “Perceive Isis’ Colours”, dedicata alla riscoperta dei colori perduti del Tempio di Iside di Pompei. Promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, l’esposizione resterà aperta fino al 12 settembre e rappresenta uno dei risultati più significativi del progetto europeo PERCEIVE, attivo dal 2023 con l’obiettivo di ridefinire lo studio e la comunicazione della policromia antica attraverso strumenti scientifici e digitali.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni. Echoes of Loss racconta la fragilità dei pigmenti e i metodi di indagine che permettono di individuarne le tracce residue, con laboratori interattivi e installazioni che mostrano come le analisi diagnostiche diventino ipotesi visive. Qui i visitatori possono sperimentare in prima persona strumenti come microscopi e spettrometri, seguendo lo stesso processo che ha restituito nuove interpretazioni cromatiche a statue come la Venere Anadiomene. 

The Gifts of Isis, invece, invita a un’immersione multisensoriale nel santuario pompeiano prima della sua distruzione, ricostruito virtualmente con proiezioni 3D, repliche fisiche e narrazioni partecipative che restituiscono il valore simbolico e rituale del colore nel culto isiaco.

Accanto al racconto museale, la mostra si nutre dei contenuti raccolti nel catalogo scientifico, Perceive Isis’ Colours, che raccoglie contributi di studiosi, curatori e ricercatori coinvolti nel progetto europeo PERCEIVE. Fin dalle prefazioni di Massimo Osanna e Costanza Miliani emerge l’intento principale: restituire all’antichità la sua dimensione policroma, servendosi della ricerca scientifica, della tecnologia e di nuove forme di comunicazione museale. Il volume accompagna il lettore lungo un percorso che riprende l’articolazione stessa della mostra, costruita su due piani narrativi. Da un lato, il racconto della perdita dei colori antichi e della loro fragilità, presentato attraverso gli strumenti di diagnostica e le pratiche di laboratorio che consentono di individuare tracce altrimenti invisibili; dall’altro, l’esperienza immersiva che permette di rivivere il Tempio di Iside di Pompei prima della sua distruzione, restituendone il valore simbolico e rituale. Ampio spazio è riservato alla storia del santuario pompeiano e al culto isiaco, dalle origini egizie alla diffusione nel Mediterraneo e a Roma, fino alla riscoperta settecentesca. Le prime documentazioni grafiche e la fortuna culturale dell’Iseum, capace di suggestionare anche Mozart nella creazione del Flauto Magico, mostrano come il fascino di Iside abbia attraversato i secoli.

Il catalogo descrive inoltre nel dettaglio il percorso espositivo, con la sezione dedicata alla perdita del colore e ai laboratori diagnostici, dove il visitatore può comprendere la complessità del lavoro scientifico, e quella che propone rituali e pratiche religiose legate alla dea, ricostruite attraverso repliche fisiche, tecnologie digitali e proiezioni 3D. L’attenzione si concentra poi sulle difficoltà della ricerca: la scarsità di tracce cromatiche, il rischio di interpretazioni arbitrarie, la necessità di utilizzare fonti storiche e mock-up per verificare le ipotesi. È qui che viene sottolineato come l’immagine monocroma dell’antichità non sia un dato originario, ma il risultato di secoli di degrado e di interventi che hanno rimosso consapevolmente i pigmenti.

In questo quadro si colloca il progetto PERCEIVE, che ha sviluppato un modello innovativo di studio e comunicazione basato sull’integrazione tra archeometria, intelligenza artificiale, modellazione digitale e realtà aumentata. La collaborazione internazionale tra musei, università e centri di ricerca ha permesso di creare strumenti interattivi che non servono solo alla ricerca, ma sono pensati anche per il pubblico, rendendo comprensibile e condivisibile un patrimonio fragile e complesso. Il volume si chiude con una riflessione sul “futuro del colore”, inteso come prospettiva culturale e non soltanto scientifica: superare l’immagine di un mondo antico senza sfumature significa restituire al pubblico una visione più vicina alla realtà storica, dove il colore non era un dettaglio decorativo ma un elemento centrale di estetica, simbolo e identità. Con saggi, immagini, planimetrie e documenti d’epoca, il catalogo si presenta così non come semplice supporto alla mostra, ma come guida critica al tema della policromia, offrendo strumenti per comprendere meglio l’arte e la cultura del passato.

SCHEDA

Titolo mostra
Perceive Isis’ Colours – Il ritorno dei colori del Tempio di Iside

Date e luogo
8–12 settembre 2025
Siena, Palazzo San Niccolò – Università di Siena

Organizzazione
Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)
CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC)
Nell’ambito del progetto europeo PERCEIVE (Horizon Europe GA 101061157)

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