Il ritorno del Moretto perduto

Ottant’anni dopo la sparizione, la tela intitolata “La Fede” è esposta a Brescia tra indagini, copie sostitutive e tutela del patrimonio culturale

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Dopo oltre ottant’anni di assenza e dodici trascorsi sotto sequestro giudiziario nel caveau del Museo Diocesano di Brescia, “La Fede” di Alessandro Bonvicino, detto Alessandro Bonvicino, torna visibile al pubblico a Brescia. L’opera, datata intorno al 1550, è oggi esposta presso il Museo, dove rimarrà fino al 2027.
Il dipinto proveniva originariamente dalla chiesa di Santa Maria in Valverde di Padernello, nel Bresciano. La vicenda che ne ha segnato la scomparsa attraversa il secondo dopoguerra e restituisce uno spaccato significativo delle dispersioni di opere ecclesiastiche avvenute in anni segnati da difficoltà economiche, controlli limitati e circolazione poco trasparente dei beni culturali. Secondo quanto ricostruito, nel 1944 la tela venne ceduta illecitamente dal parroco dell’epoca per finanziare la costruzione dell’oratorio parrocchiale.

Al posto dell’originale fu collocata una copia realizzata dal pittore-restauratore Giambattista Bertelli di Verolanuova. Per decenni, dunque, nella chiesa rimase l’opera sostitutiva, mentre l’originale usciva silenziosamente dalla fruizione pubblica e transitava nel mercato antiquario privato.

La svolta arrivò nei primi anni Duemila, allorquando alcuni membri dell’associazione “Amici del Castello” rinvennero nel castello di Padernello una piccola immagine raffigurante il dipinto, accompagnata dalla dicitura “La Fede, parrocchia di Padernello”. Quel dettaglio aprì una nuova fase di verifiche storiche e documentarie che portò all’intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

L’opera venne infine individuata nel 2014 nell’abitazione di un imprenditore bresciano e sottoposta a sequestro giudiziario. Per dodici anni è rimasta custodita nei depositi del museo, fino alla conclusione della custodia disposta dall’autorità giudiziaria. “La Fede” appartiene alla produzione tarda del Moretto e rappresenta uno degli esempi più raffinati della pittura bresciana del Cinquecento. Le fonti sottolineano l’equilibrio compositivo della tela, la delicatezza luministica e la costruzione cromatica affidata a passaggi tonali misurati e progressivi.

Il ritorno dell’opera assume altresì un significato che supera la sola dimensione espositiva. La vicenda mette in evidenza il ruolo delle indagini storico-documentarie, della cooperazione tra studiosi, associazioni territoriali e forze specializzate nella tutela del patrimonio culturale. Dimostra, inoltre, quanto fotografie, riproduzioni e tracce archivistiche possano trasformarsi in elementi decisivi per ricostruire provenienze disperse e percorsi di circolazione illecita.

La tela dialoga oggi con “La Sapienza”, altro capolavoro del pittore conservato nello stesso museo, offrendo al pubblico la possibilità di osservare nuovamente un’opera rimasta invisibile per generazioni.

  • Titolo della mostra: Moretto .“La Fede” ritrovata
  • Luogo: Museo Diocesano di Brescia
  • Indirizzo: Via Gasparo da Salò 13, Brescia
  • Periodo: maggio 2026 – 2027
  • Orari: lunedì, giovedì e venerdì 10:00-12:00 / 15:00-18:00; sabato, domenica e festivi 10:00-18:00; martedì e mercoledì chiuso
  • Ingresso: intero €8, ridotto €4

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