Il TPC restituisce all’Archivio di Stato di Torino il fascicolo delle indagini sulla strage nazista di Santhià del maggio 1945 

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Torino, 11 settembre 2026. Con una breve cerimonia il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino ha restituito all’Archivio di Stato di Torino il prezioso fascicolo delle indagini compiute dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) in merito all’eccidio compiuto dalle truppe tedesche nel Comune di Santhià nella notte tra il 29 e il 30 aprile del 1945. Le indagini dei Carabinieri TPC, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, sono state avviate in seguito a una segnalazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta. Quest’ultima aveva individuato il documento sul sito web di un’attività commerciale della provincia di Parma, specializzata nella compravendita di oggetti di militaria. Esaminando con attenzione le foto dell’annuncio online, volte a valorizzare il contenuto del documento, i funzionari della Soprintendenza hanno compreso lo straordinario valore storico del fascicolo e hanno prontamente attivato il Nucleo TPC di Torino. Gli accertamenti dei militari hanno, quindi, portato all’emissione di un decreto di sequestro, provvedimento della magistratura indispensabile per sottrarre i preziosi documenti al mercato privato ed evitarne la dispersione tra i collezionisti. 

Sebbene le indagini abbiano cercato di verificare la presenza sul mercato di ulteriore documentazione analoga, non è stato possibile ricostruire l’intera catena dei passaggi di proprietà del bene. È stato comunque accertato che il fascicolo proviene dallo sgombero di un’abitazione privata effettuato nei primi anni duemila e che, in seguito, era transitato attraverso vari mercatini dell’antiquariato. 

Il contenuto del fascicolo storico delle indagini, avviate nei primi giorni di maggio del 1945, raccoglie i verbali con le testimonianze di diversi cittadini di Santhià sfuggiti alla violenta razzia nazista. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1945 una colonna militare tedesca composta da oltre ottanta soldati entrò nel Comune, occupando i locali dell’ospedale locale per adibirli a ricovero d’emergenza dei commilitoni feriti. Da quella postazione, per tutta la notte e l’intera giornata successiva, i soldati tedeschi compirono saccheggi di provviste e materiali in abitazioni e negozi, uccidendo chiunque tentasse di opporsi alle loro azioni.  

Nelle circa 70 pagine dattiloscritte una “Commissione per i Crimini di Guerra”, composta da tre Ufficiali americani e due cittadini italiani con funzioni di interprete e giornalista, raccolse i drammatici racconti dei sopravvissuti. Il documento descrive in dettaglio le atrocità compiute in quella tragica notte, costata la vita ad almeno 50 persone (ma si ipotizza che le vittime reali siano state molte di più), tra partigiani nascosti nei casolari di campagna e civili brutalmente uccisi nelle proprie case, spesso nel sonno. Si trattò di una brutale e ingiustificata azione di guerra che, come riportato da alcuni testimoni, non risparmiò nemmeno il bestiame nelle stalle. Le indagini dell’epoca si conclusero con l’archiviazione del procedimento per l’impossibilità di identificare i colpevoli, come formalizzato in una nota del 14 gennaio 1946 redatta dalla Procura Generale Militare della Repubblica (Ufficio Procedimenti contro criminali di guerra tedeschi).

La stretta collaborazione tra la Soprintendenza Archivistica e i Carabinieri TPC di Torino ha permesso, a ottant’anni dalla redazione del documento storico, di ricollocare questa preziosa testimonianza all’interno di un fondo dedicato dell’Archivio di Stato di Torino, ripristinando la corretta tutela e valorizzazione del patrimonio documentario dello Stato.  

Alla cerimonia di riconsegna hanno preso parte il Direttore dellìArchivio di Stato di Torino, ove i documenti saranno custoditi, il Soprintendente Archivistico e Bibliografico per il Piemonte e la Valle d’Aosta e il Sindaco del Comune di Santhià. 

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