Il Magg. Lanfranco Disibio, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, alla presenza del dott. Alessandro Compagnino, dirigente del settore Cultura della Regione Toscana, ha restituito al Museo Casa Siviero un olio su tavola, in cornice coeva, raffigurante una Madonna col Bambino e Santi e databile al XVI secolo. L’opera era stata rubata negli anni ’90 del secolo scorso dal citato museo.

Le indagini sono state sviluppate a seguito di un controllo di routine dei beni in vendita da parte di una casa d’asta milanese, che aveva posto all’incanto il dipinto indicando, tra le provenienze dell’opera, la collezione Siviero.

Tale indicazione ha insospettito gli operatori che, conoscendo la storia del Museo Casa Siviero, hanno contattato il curatore della citata collezione facente capo alla Regione Toscana che, nel riconoscere l’opera come appartenente al Museo, forniva una fotografia che ritraeva Rodolfo Siviero nella sua abitazione di Roma in via degli Astalli dove alle pareti faceva bella mostra di sé la “Madonna col Bambino e Santi”. È inoltre appurato che nel 1996, a seguito di un’inventariazione dei beni da parte della Regione Toscana fu presentata una denuncia di ammanco di opere tra le quali il dipinto in questione ed altre di minor valore. Il mandante a vendere dell’opera è stato ritenuto acquirente in buona fede avendo ricevuto il dipinto in eredità dal padre.

Questi accertamenti sono stati sufficienti a procedere ad un sequestro d’iniziativa del bene in considerazione dell’imminente sessione di vendita all’asta. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, interessata per competenza territoriale, convalidava il sequestro ed in considerazione della natura del dipinto nonché della sua appartenenza al demanio regionale ne disponeva la restituzione alla Regione Toscana.

L’opera recuperata, come precisato, apparteneva alla collezione personale di Rodolfo Siviero e non è inserita tra quelle che lo stesso individuò come trafugate durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel catalogo originario, così come nella vendita all’asta, il bene era ricondotto al XVIII secolo ma, a seguito del sequestro operato dai militari del TPC, grazie agli accertamenti tecnici compiuti da personale dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, emergeva che la “Madonna col Bambino e Santi” era risalente al XVI secolo.

(Fonte: Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, che ringraziamo per l’invio della docuentazione).

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