Il TPC restituisce un dipinto attribuito a Domenico Manetti

Durante una cerimonia celebrata presso la Chiesa Maria Santissima di Sovicille (SI), il Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze ha consegnato al Parroco reggente un dipinto, olio su tela, del sec. XVII raffigurante un Cristo deposto dalla croce (cm. 246×166).

Il dipinto attribuito a Domenico Manetti (1609-1663), pittore italiano del periodo barocco ed esponente di spicco della scuola senese del XVII sec., è stato sequestrato dopo una verifica dell’opera attraverso la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La comparazione della fotografia del dipinto con quella censita nella Banca Dati TPC a seguito della denuncia di furto datata 07 maggio 1990 ha, infatti, consentito di accertarne l’illecita provenienza. Inoltre, per l’importanza dell’opera, l’immagine era stata inserita all’interno della pubblicazione n. 15 del “Bollettino delle opere d’arte trafugate” (pagina 100, anno 1992).
La conseguente attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Pisa, ha consentito di accertare l’estraneità ai fatti per il privato cittadino che lo deteneva, il quale, considerata la pregevole manifattura del dipinto, ne aveva richiesto l’iniziale accertamento sulla sua lecita provenienza. Pertanto, il Tribunale di Pisa – Sezione G.I.P., ha disposto l’archiviazione del procedimento penale e la restituzione della notevole opera pittorica all’avente diritto.

I bollettini delle opere d’arte trafugate, dal titolo Arte in Ostaggio – Art Held Hostage, egnalano i beni culturali di maggiore rilevanza trafugati nel tempo e rappresentano, anche ai sensi della Convenzione UNIDROIT sui beni culturali rubati o illecitamente asportati, un valido strumento per contrastare il traffico illecito delle opere d’arte. Le pubblicazioni, realizzate dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ed edite dal Comando Generale dell’Arma, fino al n. 25 del 2003 erano stampate in formato cartaceo, per passare, dalla n. 26 in poi, al solo formato digitale e scaricabili attraverso il sito Internet istituzionale dell’Arma o al link del Ministero della Cultura. L’importanza della catalogazione e della fotografia ritraente il bene trafugato, disponibile all’atto della denuncia, permettono di alimentare adeguatamente la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, che si conferma essere uno strumento indispensabile per l’attività investigativa e che, unito all’impegno, alla determinazione e alla professionalità dei militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale permette, come in questo caso, di individuare opere rubate anche a distanza di molti anni dagli eventi delittuosi.
[Fonte: Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze].

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