Il decreto della Corte d’Appello su Gianfranco Becchina: che cosa emerge dalle motivazioni

Reso pubblico il provvedimento con cui i giudici di Palermo hanno revocato la confisca patrimoniale disposta dal Tribunale di Trapani

(Tempo di lettura: 3 minuti)


Dopo la notizia della revoca della confisca dei beni nei confronti dell’ex mercante d’arte Gianfranco Becchina, è ora disponibile il testo del decreto della Corte d’Appello di Palermo che ne contiene le motivazioni. Il documento, reso pubblico nelle ultime ore, consente di esaminare nel dettaglio il ragionamento seguito dai giudici nel riformare il provvedimento emesso dal Tribunale di Trapani il 22 ottobre 2021 e depositato il 20 aprile 2022.

La Corte d’Appello, sezione quinta penale per le misure di prevenzione, ha sostanzialmente accolto l’appello presentato dal proposto e da altri interessati contro il provvedimento di primo grado che aveva disposto il sequestro e la successiva confisca di numerosi beni patrimoniali. Secondo il Tribunale di Trapani, tali beni risultavano acquisiti in condizione di sproporzione rispetto ai redditi dichiarati da Becchina e dal suo nucleo familiare. Le motivazioni della Corte si concentrano proprio su questo presupposto della misura di prevenzione patrimoniale. Nel decreto si legge che la ricostruzione economica operata nel primo grado non consente di affermare con sufficiente certezza la sproporzione tra redditi e investimenti richiesta dalla normativa.

Nel giudizio di appello la documentazione è stata riesaminata anche alla luce di una relazione peritale che ha rielaborato i dati relativi alle fonti di reddito e agli impieghi finanziari del nucleo familiare. La nuova ricostruzione economica, come indicato nel decreto, evidenzia un saldo complessivamente positivo tra fonti e impieghi nel periodo analizzato. Per questo motivo la Corte ha ritenuto non dimostrata la sproporzione patrimoniale che costituiva il fondamento della confisca disposta dal Tribunale di Trapani.

Tra gli elementi esaminati nel provvedimento figura anche l’operazione relativa alla vendita del Kouros (dai più ritenuto un falso) al J. Paul Getty Museum nel 1984, per circa 9,5 milioni di dollari. Nel decreto si richiama la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dal museo statunitense, tra cui un bonifico accreditato su un conto bancario intestato ai coniugi Becchina. Dalla documentazione richiamata nel provvedimento emergono elementi relativi ai versamenti delle somme previste dall’accordo. La Corte osserva inoltre che Becchina avrebbe svolto un ruolo di intermediazione nella vendita, concordando con il proprietario della statua la divisione del prezzo ricavato. Il provvedimento prende inoltre in esame le entrate collegate alla partecipazione nella società Atlas Cementi e le rimesse finanziarie effettuate nel periodo oggetto di analisi. Secondo la valutazione contenuta nel decreto, gli elementi acquisiti nel procedimento non consentono di qualificare come illecite, ai fini dell’analisi economico-patrimoniale, le somme considerate nell’analisi economica.

Il Kouros venduto da Gianfranco Becchina al J. Paul Getty Museum di Malibu nel 1984 (Foto: Wikipedia).

Alla luce di queste valutazioni, la Corte d’Appello di Palermo ha ritenuto fondati i motivi di impugnazione presentati dagli interessati e ha riformato il decreto del Tribunale di Trapani. Con il dispositivo finale è stata disposta la revoca dei sequestri eseguiti tra il 2017 e il 2018 e della confisca dei beni indicati nel provvedimento di primo grado. Il decreto riguarda un ampio patrimonio immobiliare e societario riconducibile a Becchina e ad alcuni familiari. Tra i beni citati figurano numerosi fabbricati nel territorio di Castelvetrano, tra cui immobili in piazza Giuseppe Garibaldi, via Agesilao Milano, via Bartolomeo Amari e via Paolo Pappalardo, oltre a fabbricati in contrada Fontanelle e in via Santissima Trinità. Tra gli immobili indicati compare anche un magazzino facente parte del cosiddetto Palazzo Pignatelli nel centro della città. Il provvedimento include inoltre terreni agricoli nel territorio di Castelvetrano.

Ultimi articoli publicati

error: Copiare è un reato!