Patrimonio culturale: l’UNESCO coordina le iniziative di tutela nell’area del Golfo
Incontro con gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo mentre prosegue il monitoraggio dei siti culturali esposti ai rischi dell’escalation militare in Medio Oriente
L’UNESCO ha avviato un confronto con i rappresentanti degli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo per discutere le misure necessarie alla protezione del patrimonio culturale e naturale della regione nel contesto dell’attuale crisi in Medio Oriente. L’iniziativa si inserisce nelle attività di monitoraggio e coordinamento che l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura ha intensificato nelle ultime settimane di fronte all’aggravarsi della situazione geopolitica nell’area.
Nel corso dell’incontro, il direttore generale dell’UNESCO, Khaled El-Enany, ha dialogato con ambasciatori e rappresentanti dei Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, organismo che riunisce Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il confronto ha riguardato il rafforzamento della cooperazione internazionale per la salvaguardia dei beni culturali e naturali presenti nella regione e l’adozione di strumenti operativi per prevenire possibili danni ai siti di interesse storico e paesaggistico.

Parallelamente, l’UNESCO ha reso noto di seguire con attenzione gli effetti che l’escalation delle ostilità può produrre sul patrimonio culturale in diversi Paesi del Medio Oriente. L’organizzazione ha attivato procedure di monitoraggio sui luoghi di particolare rilevanza storica e culturale che potrebbero risultare esposti a rischi diretti o indiretti derivanti dalle operazioni militari.
Tra i casi segnalati figura il Palazzo del Golestan a Teheran, complesso monumentale inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale, dove sono stati registrati danni a seguito delle onde d’urto generate da esplosioni avvenute nelle vicinanze della capitale iraniana. Il complesso, residenza della dinastia Qajar tra la fine del XVIII e il XIX secolo, rappresenta uno dei nuclei storici più significativi della città e conserva importanti testimonianze dell’architettura e delle arti decorative persiane. Secondo quanto comunicato dall’organizzazione, altri siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale presenti nella regione risultano esposti a potenziali rischi in relazione all’evoluzione della crisi. Per questo motivo l’UNESCO ha ribadito la necessità di mantenere attivi canali di cooperazione tra gli Stati e di adottare misure preventive volte a ridurre l’impatto delle operazioni militari sui beni culturali.
Nell’ambito delle attività di prevenzione, l’organizzazione ha ricordato anche la prassi della condivisione delle coordinate dei siti culturali protetti con le autorità competenti, allo scopo di consentire alle forze armate di adottare le precauzioni necessarie per evitare danni diretti o indiretti al patrimonio.
Il richiamo dell’UNESCO fa riferimento alle norme del diritto internazionale che disciplinano la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. In particolare, l’organizzazione ha ricordato gli obblighi derivanti dalla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali e dalla Convenzione sul Patrimonio Mondiale del 1972, strumenti che impegnano gli Stati a preservare i siti di valore universale eccezionale anche in situazioni di crisi e instabilità regionale.

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