Civita Giuliana, rientra dagli USA un affresco trafugato alcuni anni fa dal sacello

Il frammento, recuperato negli Stati Uniti e riassegnato al Parco Archeologico di Pompei, è stato attribuito con certezza a un ambiente cultuale della villa suburbana grazie a indagini archeologiche e giudiziarie congiunte. La restituzione consente di ricostruire la decorazione originaria del vano rituale e si inserisce nelle attività di contrasto al saccheggio sistematico dell’area

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La restituzione di un frammento di affresco alla villa suburbana di Civita Giuliana, a nord di Pompei, consente di ricostruire un episodio circoscritto di sottrazione illecita e di reinserire il reperto nel suo corretto contesto archeologico. L’opera, rimossa clandestinamente anni fa da un ambiente a funzione cultuale, rientra oggi nel quadro delle attività congiunte che dal 2017 interessano il sito, combinando scavo archeologico e azione giudiziaria contro il saccheggio sistematico dell’area.

Il frammento raffigura Ercole in età infantile mentre strangola i serpenti inviati da Era, episodio noto della mitologia greca che precede il ciclo delle dodici fatiche. L’immagine era collocata originariamente nella lunetta superiore della parete di fondo di un vano rituale e presentava caratteristiche formali e tecniche tali da consentirne un’attribuzione puntuale. La porzione di intonaco risultava infatti mancante già al momento delle prime indagini sul sito, insieme ad altri elementi decorativi sottratti da scavatori clandestini.

L’affresco restituito

Dopo l’asportazione, l’affresco era confluito in una collezione privata negli Stati Uniti. Nel 2023, nell’ambito di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, e grazie alla cooperazione tra il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi, ne è stata disposta l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei. Il rientro del frammento si inserisce in una più ampia operazione internazionale che ha portato alla restituzione in Italia di 129 reperti, in attuazione del protocollo siglato tra il District Attorney della Contea di New York e il Governo italiano. La vicenda si colloca nel contesto della collaborazione strutturata tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, formalizzata a partire dal 2019 e rinnovata più volte. Un’azione coordinata che ha consentito, negli anni, di riportare alla luce contesti di eccezionale rilevanza e di interrompere attività criminali responsabili della dispersione di materiali archeologici e della distruzione irreversibile di informazioni scientifiche legate ai contesti di provenienza.

Nel corso delle campagne di scavo condotte tra il 2023 e il 2024 a Civita Giuliana è stato individuato un ambiente rettangolare interpretabile come sacello o sacrarium. Il vano presentava un basamento quadrangolare, probabilmente destinato a sostenere una statua, ed era stato quasi completamente spogliato delle decorazioni pittoriche. I tombaroli avevano asportato dodici pannelli figurati e la lunetta affrescata superiore, alla quale è ora possibile attribuire con certezza il frammento recuperato.

Il sacello
Ricostruzione del sacello

In una prima fase, pur accertata l’origine pompeiana dell’affresco, non era stato possibile stabilirne l’esatta collocazione all’interno della villa. Approfondimenti successivi, condotti dai funzionari del Parco impegnati parallelamente nello scavo dell’area extraurbana e nel confronto sistematico dei dati disponibili, hanno permesso di identificare il frammento come pertinente al sacello. Un ruolo determinante è stato svolto anche dall’incrocio con informazioni emerse in ambito investigativo, comprese quelle acquisite attraverso intercettazioni ambientali.

Dal punto di vista iconografico, la scena raffigura Ercole ancora in fasce mentre affronta i serpenti, alla presenza di Zeus, evocato dall’aquila posata sul globo, e di Anfitrione. L’episodio non appartiene al ciclo canonico delle dodici fatiche, ma ne costituisce un antecedente simbolico. Considerata la presenza originaria di dodici pannelli figurati lungo le pareti del sacello, è plausibile ipotizzare che la decorazione complessiva fosse dedicata proprio alle imprese dell’eroe. In questo schema narrativo, la collocazione della scena nella lunetta avrebbe avuto una funzione introduttiva e presagistica, anticipando le gesta che Ercole compirà in età adulta.

Sono attualmente in corso analisi tecniche sul frammento per chiarire nel dettaglio geometrie, raccordi e punti di connessione con i lacerti pittorici ancora conservati in situ, in vista di una possibile ricollocazione. Parallelamente proseguono gli approfondimenti investigativi finalizzati all’individuazione degli altri affreschi sottratti dal sacello, la cui dispersione ha compromesso in modo significativo la leggibilità del contesto originario. Il frammento sarà esposto a partire dalla metà di gennaio presso l’Antiquarium di Boscoreale, che ospita già una sezione dedicata ai rinvenimenti di Civita Giuliana. L’esposizione restituisce al pubblico un elemento decorativo reinserito nella sua sequenza narrativa e contribuisce al processo di valorizzazione e conoscenza di un contesto archeologico a lungo violato.

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