Tornano a Veroli due angeli portacandele del Seicento trafugati dalla Concattedrale

Riconsegnate alla comunità le sculture in bronzo sottratte negli anni Ottanta e recuperate grazie all’attività dei Carabinieri TPC

(Tempo di lettura: 3 minuti)

Lo scorso sabato, nella Basilica Concattedrale di Santa Maria Salome a Veroli, si è svolta la cerimonia ufficiale di riconsegna alla comunità di due angeli portacandele in bronzo del XVII secolo, trafugati negli anni Ottanta e rientrati nel luogo per il quale erano stati concepiti. Le opere, a lungo sottratte alla fruizione pubblica e al loro contesto originario, sono tornate a essere parte integrante del patrimonio storico, artistico e devozionale della città.

Il recupero è il risultato dell’attività investigativa e della costante azione di tutela svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, impegnato nella protezione dei beni culturali illecitamente sottratti. L’intervento ha consentito di rintracciare e restituire due opere di particolare qualità artistica, la cui assenza aveva lasciato per decenni una lacuna evidente all’interno dell’apparato liturgico e simbolico della basilica.

La cerimonia si è tenuta alla presenza di S.E.R. Mons. Santo Marcianò e delle autorità civili e religiose locali, segnando un momento di forte valore collettivo. La restituzione non ha rappresentato soltanto il rientro materiale di due sculture, ma anche il recupero di un elemento identitario profondamente radicato nella memoria della comunità verolana, che ha potuto riappropriarsi di un frammento significativo della propria storia.

La locandina dell’evento

Il ritorno degli angeli portacandele si inserisce in un quadro più ampio di azioni di contrasto al traffico illecito di beni culturali, in cui l’attività investigativa si intreccia con la restituzione pubblica e con la riaffermazione del legame tra opere, luoghi e comunità di riferimento. In questo senso, la riconsegna avvenuta a Veroli assume un valore che va oltre il singolo episodio, richiamando l’attenzione sulla vulnerabilità del patrimonio ecclesiastico e sull’importanza della tutela continuativa. Con la ricollocazione delle due sculture nella Basilica Concattedrale di Santa Maria Salome, si chiude una lunga vicenda di sottrazione e assenza e si apre una fase di rinnovata presenza, in cui le opere tornano a svolgere il loro ruolo storico e simbolico all’interno dello spazio per cui erano state realizzate.

Ultimi articoli publicati

error: Copiare è un reato!