I Carabinieri dell’Arte riconsegnano al Comune di Fidenza due testi del Cinquecento e dell’Ottocento

Presso la sede della Biblioteca Civica “Michele Leoni” del Comune di Fidenza (PR), alla presenza di autorità civili e militari, due importanti testimonianze bibliografiche appartenenti a quel fondo storico sono state restituite dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Perugia, Tenente Colonnello Guido Barbieri, al Sindaco, Dott. Andrea Massari, in esecuzione del provvedimento di dissequestro emesso dall’Autorità Giudiziaria di Parma

Si tratta di due volumi: il primo, un testo a stampa in latino dal titolo: Dictionarium Latinum Ambrosii Calepini, nunc recens post omnes impressiones et castigatum, et auctum, pubblicato a Venezia nel 1546, opera di natura lessicografica ed enciclopedica sulla lingua latina scritta dall’umanista Calepino Ambrogio detto “Calepino” (1435-1510). Il secondo è un testo a stampa in italiano-latino dal titolo: Delle orazioni scelte di M. Tullio Cicerone, con commenti e note di Don Raffaele Marchesi (Magione 25/02/1810 –  Firenze 08/07/1871), presbitero, insegnante e scrittore impegnato nella costituzione delle scuole notturne, destinate all’emancipazione sociale delle classi popolari perugine dell’Ottocento; pubblicato dalla tipografia Aldina di Prato, l’opera raccoglie, rilegati, i due testi Orazioni di genere giudiziale (1856) e Orazioni di genere deliberativo (1859).

Entrambi i volumi sono stati oggetto di illecita sottrazione, avvenuta in data imprecisata, ai danni dello stesso Istituto bibliotecario. 

L’indagine che ha portato gli “investigatori dell’arte” umbri a sequestrare i due testi, individuati assieme ad altro materiale bibliografico di “non chiara” provenienza e sul quale sono ancora in corso le verifiche del caso, ha preso avvio nel 2021 e, come spesso avviene per questa particolare e molto ricercata tipologia di beni culturali, si è sviluppata dall’approfondimento di un annuncio di vendita online pubblicato sul portale eBay. Nello specifico, la verifica ha riguardato un utente che ha ricondotto gli investigatori ad un’attività di commercio librario della provincia parmense. L’inserzione risultata “interessante” sotto il profilo investigativo per i Carabinieri del Reparto specializzato dell’Arma, che da oltre cinquant’anni si occupa di prevenzione e contrasto alle aggressioni ai danni del patrimonio culturale, riguardava la vendita di alcuni testi che hanno attirato l’attenzione per la loro particolare natura e per alcuni segni distintivi considerati vere e proprie “impronte digitali” – gli ex libris, i timbri o le annotazioni di appartenenza – in alcuni casi alterati con abrasioni e cancellature per impedire l’individuazione dei luoghi di provenienza. Questi dettagli hanno fatto sorgere il dubbio che i libri in questione potessero provenire da raccolte pubbliche che, per legge, sono inalienabili e, pertanto, non dovrebbero trovare collocazione in collezioni private, così come nel libero commercio.

Gli accertamenti sono stati svolti grazie alla consultazione della Banca dati dei beni illecitamente sottratti, il più grande e importante database informatico a livello internazionale che raccoglie milioni di informazioni descrittive e fotografiche di oggetti d’arte trafugati da ricercare, e al formale riconoscimento effettuato dal personale della biblioteca che, informato dai Carabinieri, ne aveva riscontrato e confermato l’ammanco. Alla luce dei risultati investigativi, l’Autorità Giudiziaria di Parma ha disposto il sequestro dei due libri e, successivamente, la loro restituzione quali beni pubblici tutelati dalla normativa (D. Lgs 42/20004 – Codice dei beni culturali e del Paesaggio).

Quando ci si imbatte in beni culturali di particolare natura nel corso di attività d’indagine, quali i libri antichi, i manoscritti e i documenti d’archivio che presentano caratteristiche di “appartenenza pubblica”, spesso non è semplice né immediato poterne determinare la provenienza; inoltre, nella maggior parte dei casi, la loro “assenza” viene scoperta e denunciata solo dopo il ritrovamento, ovvero nel momento in cui gli Enti interessati vengono coinvolti per il riconoscimento. 

La restituzione al luogo originario di custodia e conservazione di questi beni culturali, così come già avvenuto per tante altre importanti testimonianze del nostro passato, conferma ancora una volta come il costante e attento monitoraggio del mercato dell’arte, congiunto alla dedizione e alla preparazione dei militari di questo Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri, permettano, anche a distanza di molto tempo, di rintracciare opere d’arte ritenute perdute e di restituirle alle comunità di origine, accrescendo così, la coscienza identitaria nel rispetto e nella protezione del bene comune.

[Fonte: Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Perugia].

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