Venezia. I Carabinieri del Nucelo TPC documentano l’intensa attività operativa 2019

I risultati operativi per l’anno 2019 del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, in incremento rispetto all’anno precedente, riguardano soprattutto l’individuazione e la persecuzione di numerosi reati in danno dei Beni Culturali e del Paesaggio, avvenuti sia in Italia, sia all’estero, che hanno comportato la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 72 persone, per ricettazione, contraffazione di opere d’arte, reati in danno del paesaggio.

Un significativo impegno si può apprezzare anche nella contestazione di illeciti amministrativi, che ha visto un incremento del 100% delle contravvenzioni elevate, con particolare attenzione all’attività degli esercenti di settore presso mercati e fiere antiquariali, di cui il controllo ha visto un aumento del 36.8%.

Sotto il profilo preventivo, si segnala l’aumento (+6.7%) delle attività ispettive presso archivi, biblioteche e musei. In particolare, presso questi ultimi sono state effettuate verifiche secondo le linee guida della pubblicazione “La sicurezza anticrimine nei musei”, a cura del Mi.B.A.C.T., dell’ International Council of Museums, e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Sono stati altresì intensificati i controlli presso le aree archeologiche (+3.8%), per un totale di 82 ispezioni effettuate in concerto con le competenti Soprintendenze A.B.A.P., e il supporto logistico di altri reparti speciali dell’Arma.

Inoltre, il Nucleo T.P.C. di Venezia ha altresì effettuato una complessa attività di tutela dei siti architettonici e paesaggistici del Veneto, in osservanza del principio fondamentale sancito dall’art. 9 della Costituzione: la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. L’attività di controllo e di contrasto è stata esercitata d’iniziativa, a seguito di segnalazioni da parte delle Soprintendenze A.B.A.P. di Venezia, Padova e Verona, e da parte di privati cittadini. Nell’individuazione dei siti oggetto delle verifiche, i Militari si sono avvalsi delle Banche Dati del Mi.B.A.C.T., “Vincoli in rete” e “Sitap”, e dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, “Carta del Rischio”.

Per i siti paesaggistici e architettonico-monumentali più estesi, l’individuazione delle violazioni è avvenuta anche grazie al sorvolo ravvicinato in elicottero, effettuato dai Carabinieri insieme al personale delle Soprintendenze.

Tra i mesi di agosto e ottobre, il Nucleo sempre in collaborazione con le competenti Soprintendenze A.B.A.P.,e con l’ausilio del Nucleo Carabinieri Natanti di Venezia e del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, ha condotto altresì un’articolata attività di tutela, su siti archeologici sommersi in acque marittime ed acque interne della regione Veneto. Sommozzatori specializzati dell’Arma, archeologi e tecnici subacquei del Mi.B.A.C.T., dopo specifica programmazione degli interventi, si sono immersi al fine di verificare le condizioni conservative di alcuni importanti relitti d’età romana, rinascimentale e moderna, scoperti negli ultimi decenni nell’alto Adriatico e nel Lago di Garda. Le attività hanno compreso immersioni tra i 5 e i 30 metri di profondità, l’esecuzione di nuova documentazione fotografica e di video ad alta definizione, ed il riposizionamento dei relitti mediante strumentazione GPS di ultima generazione.

La Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha rivestito un ruolo fondamentale anche nelle predette attività preventive, per il censimento dei siti, la documentazione delle attività poste in essere, l’inserimento dei rilievi fotografici alle opere d’arte, che ha visto l’aumento del 151.6% degli accertamenti fotografici rispetto all’anno precedente.

L’impegno del Nucleo per l’anno 2019 ha portato al recupero di circa 500 beni culturali, di cui 205 tra libri e documenti, 256 reperti archeologici. Notevole è stato altresì il numero di sequestri di opere false, o contraffatte, con una particolare attenzione per l’arte contemporanea (27 beni sequestrati), per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

Tra le indagini più significative condotte dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia si segnalano la denuncia in s.l. di soggetti dediti a furti di sculture lapidee presso le ville sottoposte a specifico vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004 “Codice dei Beni Cultuali e del Paesaggio”, sparse nel territorio veneto; il recupero all’estero di opere d’arte illecitamente esportate dall’Italia, messe in vendita da parte di note case d’asta; la persecuzione di abusi sull’uso di beni monumentali sottoposti ai vincoli di specie, di proprietà pubblica e privata.

Numerose sono state le riconsegne di beni sottratti. In particolare, il 27 giugno 2019 è stata restituita alla Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate di Ferentino (FR), la scultura in legno intagliato policromo e dorato, raffigurante “Madonna in trono con Bambino – Madonna del Rosario”, facente parte di un trittico e attribuita ad artista del centro Italia del XIV secolo, trafugata nella notte tra il 12 e 13 marzo 1972, dalla predetta chiesa.

L’11 settembre 2019 è stata riconsegnata, alla chiesa di Santa Maria di Lugo a Campagna Lupia (VE), un’antichissima scultura lignea del XIV secolo, denominata “Pietà”, asportata tra il 15 e il 17 agosto del 1966 dalla predetta chiesa.

Il 4 dicembre 2019 è stato reso alla Biblioteca Capitolare di Padova, il volume “De’ disegni delle più illustri città, e fortezze del mondo Parte prima, raccolta da M. Giulio Ballino, Venezia Bolognino Zaltieri 1569”, opera di Giulio Ballino, umanista e letterato del XVI secolo, trafugato da ignoti presumibilmente tra il 2003 e il 2009.

Nello scorso novembre il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia è stato impegnato in attività di salvaguardia, nonché di prevenzione e repressione di reati di specie, connessi al fenomeno straordinario dell’acqua granda: la marea eccezionale, che ha raggiunto il livello massimo di 187 cm e che è stata definita dai media come un ‘disastro incalcolabile’ per la città di Venezia, ha altresì provocato ingenti danni al patrimonio culturale veneziano, e quindi mondiale. Il Nucleo T.P.C. di Venezia ha supportato le autorità locali nel fronteggiare le difficoltà conseguenti all’eccezionale marea. In particolare modo, i componenti della “Task Force Unite4Heritage”, unità specializzata del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con il compito di limitare i rischi che situazioni emergenziali potrebbero arrecare al patrimonio culturale nazionale, ha effettuato servizi di verifica e controllo presso i siti maggiormente interessati dall’acqua alta, finalizzati al censimento dei danni e alla messa in sicurezza dei beni di concerto con gli ispettori della Soprintendenza. Il Nucleo ha altresì effettuato attività investigative e di vigilanza per prevenire e reprimere la depredazione e il saccheggio del patrimonio culturale più esposto.

(Fonte: Nucelo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, che si ringrazia per il puntuale invio della documentazione).



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