Riparte a UniFe il Master in Scienze geo-archeo-antropologiche forensi
Un percorso formativo che integra archeologia, antropologia e scienze naturali nelle pratiche investigative e giudiziarie per l’anno accademico 2025/2026
L’Università degli Studi di Ferrara ha attivato per l’anno accademico 2025/2026 il Master universitario di II livello in Scienze geo-archeo-antropologiche forensi, un percorso annuale di alta formazione pensato per integrare competenze scientifiche, archeologiche e antropologiche all’interno delle attività investigative e del procedimento giudiziario. Il master, promosso dal Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione dell’Università degli Studi di Ferrara, si inserisce nel modello EDUNEXT, progetto del Ministero dell’Università e della Ricerca finanziato nell’ambito del PNRR, e combina didattica online e attività laboratoriali in presenza .
Il corso ha durata annuale e rilascia 60 crediti formativi universitari, corrispondenti a un impegno complessivo di 1500 ore, articolate in lezioni videoregistrate, studio individuale, laboratori e tirocinio. Oltre due terzi della didattica è erogata a distanza tramite piattaforma dedicata, mentre i laboratori in presenza sono concentrati tra maggio e luglio 2026; l’avvio delle lezioni è previsto per il 26 gennaio 2026 e la conclusione per gennaio 2027, con prova finale in presenza nel febbraio successivo .
Il master si rivolge a laureati magistrali provenienti da ambiti disciplinari diversi, tra cui archeologia, antropologia, geologia, biologia, medicina, scienze naturali, nonché a professionisti già coinvolti in attività investigative, periti e consulenti tecnici, appartenenti alle forze dell’ordine, militari e operatori della comunicazione scientifica e del giornalismo. L’obiettivo è fornire una preparazione avanzata e aggiornata sulle applicazioni forensi di discipline come l’archeologia, la geochimica, la botanica, la zoologia, l’antropologia biologica e la genetica, favorendo il dialogo interdisciplinare tra specialisti impegnati nelle indagini e nella divulgazione dei risultati .

L’impianto didattico è organizzato in quattro principali aree tematiche. Una prima area è dedicata agli elementi di diritto, medicina legale e analisi delle tracce forensi; seguono i moduli sull’analisi dei contesti geo-archeologici, che comprendono archeostratigrafia, pedologia, archeologia forense e subacquea, oltre alle applicazioni isotopiche ed elementomiche. Una terza area affronta archeobotanica, botanica forense, archeozoologia e archeoentomologia, mentre l’ultima è incentrata sull’antropologia biologica e forense, includendo archeotanatologia, ricostruzione del profilo antropologico e introduzione all’archeogenomica. A queste attività si affianca un tirocinio formativo obbligatorio .
I posti disponibili sono 25 e l’accesso avviene a esaurimento, secondo l’ordine di presentazione delle domande online; non sono previsti posti riservati a studenti extra-UE residenti all’estero. Il contributo di iscrizione complessivo è pari a 3.000 euro, suddiviso in due rate, e la scadenza per l’immatricolazione è fissata al 7 gennaio 2026. Al termine del percorso, e previo superamento delle verifiche intermedie e della prova finale, viene rilasciato il diploma di Master universitario di secondo livello.
Il master si propone dunque come un percorso specialistico orientato alla formazione di esperti capaci di operare nei settori giudiziario e della tutela dei beni culturali, inclusi quelli di natura biologica, nonché nell’ambito della comunicazione scientifica. In questo senso, rappresenta un’offerta formativa mirata a colmare il divario tra ricerca scientifica, pratica investigativa e analisi forense, in un contesto in cui le competenze interdisciplinari assumono un ruolo sempre più centrale.
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