Pompei e AlUla: competenze archeologiche italiane al servizio della “Old Town” saudita
Accordo operativo tra il Parco Archeologico di Pompei e la Royal Commission for AlUla per l’esplorazione, il restauro e la valorizzazione di una città storica abitata fino agli anni Ottanta del Novecento
Il Parco Archeologico di Pompei è attualmente coinvolto in un progetto di restauro, studio e valorizzazione della città storica di al-Dirah, nota come Old Town, situata nella riserva culturale di AlUla, in Arabia Saudita. L’iniziativa rientra in un accordo di collaborazione con la Royal Commission for AlUla, firmato nel gennaio 2025, che attribuisce a Pompei un ruolo strategico nello sviluppo operativo del sito.

Un team multidisciplinare composto da archeologi, restauratori, architetti e ingegneri del Parco si trova sul posto per collaborare alle attività di esplorazione, rilievo, restauro e valorizzazione di diverse aree della città. Il gruppo è guidato dal direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e opera in un contesto urbano che conserva testimonianze materiali di stili di vita tradizionali oggi in rapido declino a causa dei processi di modernizzazione.
Old Town sorge ai margini dell’oasi di AlUla. Fondata in età medievale, presenta un tessuto edilizio in cui le abitazioni visibili oggi risalgono in gran parte agli ultimi tre secoli. La città è rimasta a lungo priva di una rete idrica ed elettrica strutturata ed è stata progressivamente abbandonata a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, quando una parte crescente della popolazione ha iniziato a trasferirsi in abitazioni più moderne. L’abbandono, completatosi nei primi anni Ottanta, ha lasciato in situ circa un migliaio di case, spesso ancora dotate di arredi e oggetti di uso quotidiano, configurando un contesto urbano sospeso nel tempo.
Nel corso delle attività di studio emergono elementi che testimoniano la lunga durata storica del sito e le connessioni con reti culturali ed economiche più ampie. Sono state osservate, ad esempio, pietre con iscrizioni provenienti dal vicino sito di Dedan, databili al primo millennio a.C., accanto a materiali del XX secolo come contenitori industriali con etichette bilingui in inglese e arabo, importati dall’Europa. Le pitture murali domestiche, tradizionalmente realizzate in occasione dell’insediamento di una nuova coppia, mostrano nel tempo l’affiancarsi di simboli consueti, come l’albero della vita, e di motivi moderni, tra cui automobili riconoscibili e databili sulla base del loro design.


Secondo Zuchtriegel, Old Town rappresenta un luogo della memoria di eccezionale densità, paragonabile per complessità e fragilità a Pompei stessa, seppure inserito in un ambiente radicalmente diverso, quello di un’oasi nel deserto dell’Arabia occidentale. Il valore del sito è accresciuto dalla possibilità di raccogliere testimonianze orali da parte di persone che vi hanno vissuto fino a tempi recenti, integrando così dati materiali e memoria storica.
La collaborazione tra Pompei e la Royal Commission for AlUla si è sviluppata progressivamente. Dopo una visita di una delegazione saudita a Pompei e uno scambio di buone pratiche ad AlUla nell’ottobre 2025, la fase attuale segna il passaggio a un livello pienamente operativo. Gli interventi riguardano una trentina di abitazioni tradizionali, molte delle quali conservano pitture murali in condizioni critiche a causa della perdita delle coperture e della mancanza di manutenzione, oltre a un hammam situato ai margini dell’insediamento e a una moschea interessata da recenti scavi archeologici.

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