Questa è una rapina! Forse. Allo Stewart-Gardner di Boston 13 tele rubate, 5 omicidi, 10 mln di dollari di ricompensa – II

Il cortile dell’Isabella Stewart Gardner Museum, nell’acquerello su carta di Willard Sears (Foto: Isabella Stewart Gardner Museum)

CAPITOLO SECONDO

Con il termine indizio ci si riferisce ad un segno o un fatto certo che lascia prevedere o dedurre, con qualche fondatezza, un altro fatto non ancora avvenuto o non conosciuto direttamente. È il punto di partenza dell’indagine. Spesso per riuscire ad avere una visione panottica sul caso è necessario raccogliere indizi anche molto distanti nel tempo e nello spazio al reato.

14 aprile 1975
Myles Connor rockettaro di South Boston e ladro d’arte viola la libertà vigilata per un reato federale. Al momento dell’arresto un agente dell’FBI lo avvicina, dandogli Il suggerimento per farlo uscire di galera.

Ti servirà un Rembrandt per tirarti fuori da questa situazione

(Agente FBI)

Tempo dopo, Myles Connor entra al Fine Arts Museum di Boston e ne esce con un Rembrandt sotto il braccio.

Sapevo che c’era un Rembrandt in prestito e che non era assicurato e sapevo che lo si poteva rubare

(Myles Connor, ladro d’arte)

L’opera dell’olandese diventa, così, oggetto di contrattazione. La pena assegnatagli da due condanne a 4 anni passa a 1 anno. È, forse, proprio in quest’occasione che nasce un mito: le grandi opere diventano merce di scambio per la detenzione.

Settembre 1981
Louis Royce, membro della banda Rossetti, s’intrufola all’Isabella Stewart-Gardner Museum con l’intento di trafugare alcune opere di Whistler, Matisse e Serget. Sfortunatamente per lui il colpo viene sventato dall’FBI.

Questo accaduto pone in risalto quanto il museo sia vulnerabile, già al tempo della dirigenza di Rollin Hadley, ma soprattutto, lascia drammaticamente dedurre come la banda Rossetti abbia in mano informazioni cruciali relativamente alla sicurezza.

Il tempo scorre e malgrado la fragilità dei sistemi di prevenzione del Gardner, il museo trascorre diversi anni indenne da nuovi e spiacevoli visite come quella di Louis Royce.

È la fine degli anni ’80 quando l’FBI adotta una politica nazionale feroce per contrastare le grandi organizzazioni illegali. Boston è in mano alla mafia italiana e irlandese: è necessario arginare questa piaga del tessuto sociale. Scattano decine e decine di arresti e perquisizioni così la criminalità cambia, cambia perché è costretta a farlo. I flussi di denaro, su cui le famiglie in passato facevano affidamento, vengono prosciugati: i boss devono reiventare i loro business. Questa situazione di tensione dà terrone fertile alle lotte intestine, anche la banda Rossetti subisce degli scossoni.

Vinni Ferrara cerca, così, di prendere il controllo sulla città.

14 Novembre 1989
Vinni Ferrara viene arrestato e il suo autista Bobby Donati va a trovarlo diverse volte. La prima precedentemente al furto all’Isabella Stewart-Gardner Museum, a cui ne seguono altre due dopo la rapina.

Metteremo a segno un colpo così eclatante che i federali ti faranno uscire.

(Bobby Donati, autista di Vinni Ferrara)

18 Marzo 1990
Il Gardner viene derubato.
Secondo alcuni testimoni Donati sarebbe stato visto allo Schaque, un locale di South Boston, con due uniformi della polizia in un borsone. Bobbi, oltre ad essere un membro attivo della Banda Rossetti è anche un grande amico del già noto Myles Connor, in carcere all’epoca del furto.

19 Marzo 1990
Donati sparisce nel nulla. La famiglia in pensiero chiama Bobby Guarente, uno dei boss della criminalità organizzata della città, e legato nella gestione dello spaccio di droga ad un altro “capo”, Carmelo Merlino.

Dal tentato furto di Royce, si è sparsa la voce nelle diverse bande della criminalità organizzata cittadina dell’inadeguatezza dei sistemi di protezione del museo e della mancanza di un’assicurazione congrua a coprire eventuali furti.

Della banda Merlino fanno parte altre quattro persone che, secondo le indagini dell’FBI, risultano essere coinvolte in maniera più o meno diretta con la sparizione delle opere del Gardner: Charlie Pappas, George Reissfelder, Fernando di Muzio e David Turner. Ognuno di loro tra il 1990 e il 1995 muore di morte violenta in circostanze mai chiarite, ad eccezione del protetto di Bobby Guarente, David Turner che, invece, viene arrestato nel 1995. Pare che Guarente, per ottenere la sua scarcerazione abbia offerto in cambio una delle opere rubate all’Isabella Stewart-Gardner Museum. Richiesta respinta visto il mancato riottenimento della libertà del prediletto.

Dalla ricostruzione dei rapporti tra bande emerge un altro rapporto malavitoso: quello tra Bobbi Guarente e Bobbi Gentile, amici di lunghissima data. In virtù di quest’antica amicizia, risulta che a seguito del furto i due abbiano deciso d’incontrarsi.

Andremo a Portland. Devo vedere una persona. Pranziamo insieme e gli darò i quadri

(Bobbi Guarente alla moglie. Fonte: Ed Mahony, Hartford Courant)

Il tempo passa, passa silenzioso. Non giungo notizie inedite relative al misterioso caso del museo di Boston.

10 Maggio 2012
FBI ottiene un mandato di perquisizione per l’abitazione di Bob Gentile. La casa viene letteralmente messa a soqquadro in otto ore: vengono trovate delle armi, un articolo di giornale relativo al furto al Gardner e un foglio di carta gialla diviso in due colonne dove erano stati riportati da un lato gli oggetti rubati, dall’altro il valore corrispondente a ciascuna opera.

A seguito della sfiancante ricerca, Bob Gentile viene sottoposto alla macchina della verità. Le dichiarazioni da lui pronunciate non possono essere utilizzate ai fini delle indagini, perché risultano, secondo lo strumento, non attendibili. Gentile viene comunque arrestato con altri capi d’accusa.

18 Marzo 2013
Il capo dell’FBI, Rick Des Lauriers indice una conferenza stampa dichiarando di sapere chi aveva commissionato e dichiarando i ladri, ormai, deceduti. Per ricevere informazioni viene offerto un riscatto di 10 mln di dollari.

Tuttavia non sappiamo dove si trovino le opere e per questo ci rivolgiamo nuovamente al pubblico.

(Rick Des Lauriers, capo FBI)

17 Marzo 2019
Bob Gentile, in carcere ha un malore. Viene ricoverato e, successivamente, gli viene concesso di scontare la pena ai domiciliari.

L’unico modo che hai per non morire qui è darmi qualche informazione. Se mi dici qualcosa dei quadri ti faccio portare via dell’eliambulanza e sta sera sarai nel tuo letto con tua moglie.

(Ryan McGuigan, avvocato di Gentile)

Non c’è nessun quadro.

(Bob Gentile)

13 Novembre 2019
David Turner, figlio elettivo di Guarente ed unico superstite della Banda Merlino, viene scarcerato. La data del rilascio inspiegabilmente, negli anni, passa dal 2032 al 2025 fino al 2019.

Non è stata una coincidenza, Turner collaborava con l’FBI. Per questo gli hanno accorciato la pena.

(Ed Mahony, reporter Hartford Courant)

23 settembre 2021
Bob Gentile muore di ictus all’età di 85 anni.

31 anni dopo il furto all’Isabella Stewart Gardner Museum non si ha nessuna notizia dei capolavori scomparsi. Tre decenni costellati di indagini, perquisizioni e morti (in)naturali. Un solo superstite, David Turner.

Il caso rimane avvolto dal mistero.

Questa è una rapina … O forse non solo!

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