L’importante recupero è il frutto di un’attività investigativa della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. 

L’opera era stata rubata nel mese di marzo del 1992 da ignoti che avevano approfittato di un’impalcatura collocata sulla facciata del palazzo nobiliare durante lavori di restauro. L’edificio, già di proprietà delle famiglie Colonna, Ludovisi e Rospigliosi, è attualmente proprietà del Comune di Zagarolo. Il palazzo, che ospitò Caravaggio ed il poeta Vittorio Alfieri, era stato impreziosito, nel 1500, con marmi romani ed elementi architettonici provenienti dal teatro di Marcello e dalla vicina Gabii.

Dopo il furto, l’opera venne ceduta a un ricettatore romano che l’aveva trasportata oltralpe ed affidata ad una sua persona di fiducia, ignara della provenienza illecita del bene. Una volta individuata a Campione d’Italia (CO), la testa è stata sequestrata e rimpatriata.

La scultura, una volta restaurata, grazie al sapiente lavoro dell’Istituto Centrale per il Restauro, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma verrà ricollocata nella sua sede originaria, di concerto con il Comune di Zagarolo e la direzione del Museo del Giocattolo, che è ubicato proprio nello storico Palazzo Rospigliosi.

La scultura ha una valore puramente commerciale di circa trecentomila euro. 


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Aggiornamento del 22/02/2020, ore 18.15

Nella didascalia della foto fornita con il comunicato stampa si indica Marco Aurelio come il personaggio raffigurato nel ritratto. Il volto marmoreo sembra tuttavia richiamare la tipologia ritrattistica di Antonino Pio, imperatore dal 138 al 161 d.C.

Ringraziamo tutti coloro che, a vario titolo, hanno segnalato l’incongruenza, con l’auspicio che si definisca, anche grazie al restauro annunciato, l’interpretazione corretta.

La redazione di JCHC

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