UNESCO, interventi in Palestina tra emergenza e ricostruzione
Finanziamenti, formazione e programmi operativi per cultura, istruzione e informazione nella Striscia di Gaza
L’UNESCO ha avviato un insieme articolato di interventi a sostegno della popolazione palestinese e del patrimonio culturale, con l’obiettivo di coordinare anche il contributo della comunità internazionale. Dal 2023 sono stati mobilitati 5,7 milioni di dollari per attivare le prime misure di emergenza, mentre l’organizzazione, insieme ai partner, punta a raggiungere una dotazione complessiva di 116,5 milioni per sostenere le attività di recupero e ricostruzione.
Sul fronte del patrimonio culturale, l’UNESCO opera in collaborazione con l’ICCROM per interventi nella Città Vecchia di Gaza, dove sono in corso attività di stabilizzazione delle strutture e rimozione delle macerie. Dall’inizio delle ostilità risultano danneggiati 164 siti culturali; tra questi, alcuni sono già stati messi in sicurezza, con il coinvolgimento di lavoratori locali e la creazione di opportunità occupazionali. Prosegue inoltre il monitoraggio dei danni attraverso analisi satellitari e la formazione di professionisti sul campo, con una significativa partecipazione femminile. Parallelamente, vengono sviluppate iniziative culturali e artistiche con finalità di supporto psicosociale rivolte a migliaia di bambini, giovani e famiglie sfollate, con l’obiettivo di ampliare progressivamente il numero dei beneficiari.
Nel settore dell’istruzione, il sistema universitario palestinese registra danni rilevanti, quantificati in centinaia di milioni di dollari, e una quota molto elevata di campus risulta compromessa. In risposta, l’UNESCO interviene per garantire continuità didattica e accesso allo studio, attraverso programmi rivolti a studenti, insegnanti e famiglie. Sono stati distribuiti dispositivi digitali per sostenere la partecipazione agli esami e sono stati attivati percorsi di aggiornamento. Tra le iniziative principali rientra il Campus Virtuale di Gaza, avviato nel 2025, che consente a circa il 20% degli studenti universitari della Striscia di proseguire gli studi online.
Il sostegno al settore dell’informazione si traduce in interventi rivolti ai giornalisti attivi a Gaza, che comprendono formazione professionale, assistenza psicosociale e contributi economici per l’acquisto di attrezzature tecniche. I programmi coinvolgono oltre mille operatori dell’informazione, con particolare attenzione alla componente femminile, e includono attività su etica del reportage, verifica delle informazioni e impatto delle tecnologie digitali. In collaborazione con la Mezzaluna Rossa Palestinese, sono inoltre attivi percorsi di supporto psicologico individuale e di gruppo.
[Fonte: UNESCO]

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