Restauro dell’ex Convento di San Francesco a Velletri

Avviato il recupero del complesso medievale legato alla tradizione francescana e alla presenza del Santo nel suo viaggio verso Napoli; l’edificio, poi caserma “Giuseppe Garibaldi”, sarà destinato alla nuova sede della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate

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A Velletri ha preso avvio il recupero dell’ex Convento di San Francesco, complesso di origine medievale che conserva una forte rilevanza storica per la città, sia per il legame con la tradizione francescana sia per le successive trasformazioni che ne hanno segnato la vicenda nei secoli. L’intervento punta a restituire piena funzionalità a un immobile di grande valore storico, destinato a ospitare la nuova sede della Compagnia della Guardia di Finanza di Velletri e della Direzione Provinciale III di Roma, Ufficio Territoriale di Velletri dell’Agenzia delle Entrate.

La cerimonia della “posa della prima pietra”, svoltasi questa mattina, ha segnato l’avvio di un programma di restauro, risanamento e riqualificazione dell’intero complesso, situato sull’isolato compreso tra via e vicolo di San Francesco e via di Ponente. Il progetto, promosso dall’Agenzia del Demanio, Direzione Regionale Lazio, insieme al Comando Regionale Lazio della Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate, rientra nel Piano di razionalizzazione degli immobili utilizzati dalle amministrazioni pubbliche in regime di locazione passiva.

L’intervento prevede risanamento conservativo, consolidamento strutturale, adeguamento degli impianti e messa a norma, con l’obiettivo di ripristinare l’agibilità del complesso e assegnargli nuove funzioni pubbliche. Il recupero assume un rilievo particolare anche per le condizioni in cui l’edificio si è conservato nel tempo, tanto da essere conosciuto in città con il nome di “Casermaccia”.

Il valore storico del complesso si lega anzitutto alla presenza francescana a Velletri. La tradizione riferisce che san Francesco vi sostò durante il viaggio verso Napoli. Nel tempo il convento fu anche sede di studi teologici e frequentato da figure di rilievo come Benedetto Caetani, futuro papa Bonifacio VIII, e Aldo Manuzio. Questo profilo storico colloca l’immobile entro una vicenda religiosa e culturale di lunga durata, che il restauro contribuisce oggi a rendere nuovamente leggibile.

Nel XIX secolo, dopo l’Unità d’Italia, il convento medievale assunse una nuova funzione e divenne la caserma “Giuseppe Garibaldi”. Durante la Seconda guerra mondiale ospitò anche un ospedale civile. I danni subiti nel conflitto e il successivo abbandono, avviato dagli anni Sessanta, hanno inciso profondamente sulla conservazione del complesso. Il cantiere aperto oggi interviene dunque su un edificio che ha attraversato fasi diverse della storia cittadina e che conserva, nella sua stessa stratificazione, il senso della propria importanza.

Alla cerimonia hanno partecipato il Direttore Regionale Lazio dell’Agenzia del Demanio Maria Antonietta Brizzo, il Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza, generale di divisione Mariano La Malfa, e il Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Lazio Andrea Grassetti. Erano presenti anche il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il vicario generale della Diocesi di Velletri-Segni don Franco Fagiolo, i rappresentanti della ditta esecutrice dei lavori e, per il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il presidente Davide Rondoni e il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani.

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