Revocata la confisca dei beni all’ex mercante d’arte Gianfranco Becchina
La Corte d’Appello di Palermo annulla il provvedimento di prevenzione disposto nel 2021: riconosciuta la compatibilità tra patrimonio e redditi dichiarati, restituiti immobili e attività alla famiglia

La Corte d’Appello di Palermo ha revocato la confisca patrimoniale disposta nel 2021 nei confronti dell’ex mercante d’arte siciliano Gianfranco Becchina, accogliendo i ricorsi presentati dalla difesa e disponendo la restituzione dei beni sequestrati. La decisione riguarda il procedimento di prevenzione avviato negli anni scorsi e riforma quanto stabilito in primo grado dal Tribunale di Trapani. Secondo quanto stabilito dai giudici di secondo grado, nel giudizio di appello non risulta dimostrata la sproporzione tra il patrimonio riconducibile al proposto e le fonti di reddito dichiarate nel corso degli anni. La Corte ha riesaminato la documentazione economico-finanziaria e la ricostruzione dei flussi patrimoniali anche alla luce di una relazione peritale, ritenendo che i dati disponibili non consentano di sostenere il presupposto della confisca di prevenzione.
Il decreto affronta inoltre alcune operazioni economiche considerate nella ricostruzione patrimoniale, tra cui la vendita di una statua greca arcaica (un kouros) al Getty Museum. Nel provvedimento sono richiamati i documenti relativi ai pagamenti effettuati dal museo statunitense e accreditati su conti riconducibili ai coniugi Becchina, elementi che la Corte considera nella valutazione complessiva delle fonti di reddito.
Tra i beni interessati dalla revoca figurano diversi immobili situati nel territorio di Castelvetrano, tra cui unità immobiliari nel centro cittadino e un magazzino facente parte del cosiddetto Palazzo Pignatelli, oltre a terreni agricoli, partecipazioni societarie e altri beni patrimoniali riconducibili a Becchina e ad alcuni familiari. Il provvedimento riguarda il procedimento di prevenzione patrimoniale esaminato nel giudizio di appello e ne riforma l’esito stabilito dal Tribunale di Trapani.

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