Francia, restituzioni. Forse un passo avanti

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Il Louvre, Parigi (Foto: Wikipedia)

Il ministro della Cultura francese, Rachida Dati, ha presentato il 30 luglio, in occasione del Consiglio dei ministri, un progetto di legge volto a facilitare la restituzione dei beni culturali acquisiti illecitamente e attualmente conservati nelle collezioni statali. Il provvedimento riguarda in particolare gli oggetti entrati nelle collezioni tra il 1815 – ovvero all’indomani del Congresso di Vienna, che sancì la fine delle conquiste napoleoniche – e il 1972, anno in cui è entrata in vigore per la Francia la Convenzione UNESCO del 1970. Il disegno di legge si propone di semplificare le procedure di restituzione, introducendo una deroga al principio di inalienabilità per questa categoria di beni culturali. L’iniziativa si inserisce nel solco dell’impegno assunto dal presidente Emmanuel Macron a favore della restituzione delle opere sottratte, soprattutto ai Paesi africani. Pur non prevedendo un limite geografico, la proposta mira a rendere più efficace e meno lenta l’attuazione di questa politica, finora condotta in maniera piuttosto frammentaria.

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