Scavi bibliografici a Pompei: archivi e biblioteche al centro della ricerca
Due giornate di studio al Parco Archeologico dedicate ai fondi librari e documentari degli archeologi del Novecento, tra storia degli scavi, archivi personali e nuove prospettive di valorizzazione scientifica
Il Parco Archeologico di Pompei dedica due giornate di studio a un tema che raramente occupa la scena pubblica quanto le nuove scoperte di scavo, ma che costituisce l’ossatura stessa della ricerca: biblioteche e archivi degli archeologi del Novecento. Il 26 e 27 febbraio 2026, presso la Biblioteca del Parco, si terrà “Scavi bibliografici. Biblioteche e archivi degli archeologi del Novecento”, iniziativa promossa in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Campania e Commissione nazionale biblioteche speciali, archivi e biblioteche d’autore – e con il coinvolgimento di ANAI Campania.

Le giornate nascono dalla volontà di valorizzare una realtà interna al Parco spesso percepita come accessoria rispetto agli scavi: la Biblioteca e l’Archivio storico, che conservano fondi di persona, raccolte librarie specialistiche e carte legate ai protagonisti della stagione pompeiana tra Otto e Novecento. L’iniziativa si propone di leggere questi patrimoni come strumenti attivi per la ricostruzione della storia della disciplina archeologica, per l’analisi dei metodi e per la comprensione delle reti scientifiche che hanno attraversato Pompei e, da Pompei, l’Europa.
La prima giornata è dedicata alle raccolte librarie e alle carte d’archivio nell’orbita degli scavi pompeiani. Dopo i saluti istituzionali, gli interventi si concentrano sui fondi conservati presso il Parco: le raccolte dei pompeianisti nella Biblioteca e le carte dell’Archivio storico, presentate da funzionari e studiosi dell’istituto. Accanto a questo nucleo, trovano spazio casi studio che attraversano il Novecento archeologico: il percorso accademico di René von Schöfer e la Casa del Fauno; il Fondo Sogliano tra digitalizzazione e nuove modalità di racconto; le vicende dell’archivio di Giuseppe Fiorelli tra dispersioni e ricostruzioni; la figura di Carlo Giordano tra archeologia, insegnamento ed epigrafia. Una tavola rotonda finale affronta lo stato dell’arte e le prospettive di archivi e biblioteche dei pompeianisti, seguita da una visita agli Scavi nuovi, a sottolineare la continuità tra documentazione e ricerca sul campo.
La seconda giornata amplia lo sguardo alle biblioteche e agli archivi degli archeologi del Novecento in un quadro nazionale e internazionale. I contributi affrontano temi che intrecciano storia della disciplina e contesti politici, come il rapporto tra archeologia e propaganda nel colonialismo fascista o la storia dell’archeologia in Tunisia attraverso le raccolte dell’INP. Viene proposto un primo censimento delle biblioteche degli archeologi italiani, insieme a riflessioni sugli archivi personali come strumenti per ricostruire biografie scientifiche e percorsi istituzionali. Tra i casi esaminati figurano l’archivio di Gabriella Bordenache Battaglia presso il CNR, le carte di Guglielmo Gatti all’Archivio centrale dello Stato, il fondo Cianfarani, l’epistolario di Paolo Orsi e l’archivio di Gian Francesco Gamurrini. Una sezione specifica è dedicata ai fondi fotografici, con interventi sulla fototeca coloniale dell’IsIAO e sulla documentazione del recupero delle navi di Nemi nei materiali di Guido Ucelli.
PROGRAMMA



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