Il museo archeologico Antonino Salinas restituisce temporaneamente un frammento di fregio del Partenone

Il Frammento di Palermo (Foto: Pagina Facebook del Museo Antonio Salinas).

Il cosiddetto “Frammento di Palermo” è uno dei marmi pertinenti al fregio orientale del Partenone, raffigurante la processione delle Panatenee, la più importante festa dell’Atene antica, con l’offerta del peplo sacro ad Atena davanti agli dèi dell’Olimpo. Il fregio marmoreo è attualmente conservato nel Museo Archeologico Antonio Salinas di Palermo.

Si tratta di un reperto molto significativo, che Thomas Bruce, conte di Elgin, nel 1816 consegnò al console britannico in Sicilia, Robert Fagan. Al contrario di note Istituzioni europee, la Sicilia sta negoziando con la Grecia un temporaneo ritorno ad Atene dell’opera. 

La risoluzione di questi accordi, rappresenta una svolta per Italia e Grecia, entrambe interessate dal furto e dal commercio illecito del loro patrimonio culturale nel corso dei secoli. Dell’argomento si è parlato martedì, 30 novembre, nel corso di una riunione del Kentrikó Archaiologikó Symboulio (KAS), il Consiglio Centrale per l’Archeologia, ente del Ministero della Cultura della Grecia che ha competenza su tutto ciò che riguarda l’antichità.

Durante l’incontro è stato annunciato che l’Italia restituirà un frammento del Fregio del Partenone in cambio di due altri reperti, che resteranno in Sicilia per quattro anni: una statua acefala di Atena e un vaso protogeometrico. Il Codice dei Beni Culturali stabilisce, all’art. 71, che l’uscita temporanea di un bene italiano non possa durare più di diciotto mesi, fatta eccezione per le quelle richieste attraverso accordi culturali con istituzioni museali straniere. In quest’ultimo caso, la durata massima dell’uscita di un bene dall’Italia può essere estesa a un massimo di quattro anni, rinnovabili una volta sola: in tutto, dunque, otto anni. Nella riunione del 30 novembre, i giornalisti sono stati informati che la transazione è prevista entro la fine del 2021.

Circa due mesi fa il governo greco aveva offerto un accordo simile al Regno Unito, chiedendo per l’ennesima volta la legittima restituzione dei Marmi del Partenone. La delegazione greca sostiene che il British Museum ha sempre rifiutato l’invito ad un dialogo aperto, precludendo a priori un qualsiasi accordo e la possibilità di mettere in atto scambi culturali che potrebbero risultare vantaggiosi per le parti coinvolte.

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