Oggetti precolombiani all’asta a Parigi: il governo Messicano chiede l’annullamento

Il governo del Messico è in costante monitoraggio delle aste alla ricerca di manufatti precolombiani sottratti illegalmente. Continua, per esempio, la battaglia contro la Francia per contrastare il traffico illecito di opere d’arte. In questi giorni i funzionari del governo messicano hanno protestato contro la vendita di beni culturali chiedendo l’annullamento di due aste parigine. La prima, organizzata da Artcurial, in programma per il 2 novembre scorso (Antiquities, Islamic & Pre-Columbian Art). La seconda, di oggetti precolombiani e Taino provenienti da collezione privata, fissata per il 10 novembre nella prestigiosa sede di Christie’s (Pre-Columbian Art & Taino Masterworks from the Fiore Arts Collection).

L’ambasciata messicana in Francia ha già espresso preoccupazione riguardo la legalità della vendita. Il giustificato timore deriva dal fatto che la commercializzazione dei manufatti rischia di incoraggiare il crimine, creando terreno fertile per il saccheggio selvaggio di manufatti antichi. La vendita non accresce la promozione delle culture autoctone del Messico ma denuda il paese della sua essenza storico-culturale. Trasformando un manufatto antico in merce, lo si eradica dal contesto antropologico che ha contribuito a crearlo. Queste, in sintesi, le parole contenute nelle lettere dei funzionari messicani inviate ai rispettivi presidenti di Artcurial e di Christie’s.

Alejandra Frausto Guerrero, del Segretariato della Cultura messicano, ha condannato le vendite riferendosi alla Declaration of Intent on the Strengthening of Cooperation against Illicit Trafficking in Cultural Property, contro il traffico di beni culturali firmata lo scorso giugno dai governi messicano e francese. Gli stati si sono impegnati nella restituzione e nella protezione dei propri beni in ogni luogo e nazione. Al momento è in corso l’esame da parte di UNESCO degli oggetti in vendita da Christie’s nella speranza di riuscire a fermare l’asta.

Lo scorso settembre infatti il governo messicano era riuscito a interrompere un’asta di manufatti in vendita presso Casa Bertolami Fine Arts di Roma grazie anche all’aiuto del TPC. Tuttavia un’altra asta in Germania ha concluso indisturbata il suo programma.

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