Riconsegnata una Santa Lucia rubata dalla sede livornese dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Livorno, nella Sala degli Specchi di Villa Mimbelli alla presenza del sindaco, Luca Salvetti, del Direttore Generale dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani e dell’assessore comunale alla Cultura Simone Lenzi, è stato consegnata al Museo civico “Giovanni Fattori” una pregevole scultura in marmo di Adolfo Wildt raffigurante una Santa Lucia. Di proprietà dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, è stata recentemente recuperata dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze.

La scultura delle dimensioni di 55x32x45 cm era stata rubata dalla sede della Sezione Provinciale di Livorno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus.         

Le indagini sono state avviate dal Comando TPC in seguito all’esposto presentato dall’Azienda, nel novembre 2018, presso la Stazione Carabinieri di Ardenza (LI), nel quale veniva rivendicata la proprietà del bene e segnalata la sua vendita illecita, avvenuta nel dicembre 2015 da parte della Sezione toscana. L’opera, appartenente all’Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (Onlus), soggiace alle disposizioni previste dalla legge di tutela anche in assenza di una dichiarazione di interesse culturale. I Carabinieri del Nucleo TPC di Firenze hanno ipotizzato i reati di appropriazione indebita, alienazione, esportazione illecita e ricettazione nei confronti di quattro persone. Tutte le attività negoziali relative alla scultura sono state considerate nulle. L’esportazione dal territorio nazionale e la vendita presso una nota casa d’aste londinese, per il corrispettivo di 600.000 euro, sono state dichiarate irregolari.

Grazie alla collaborazione della casa d’aste, sollecitata a una procedura extragiudiziale concordata con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, l’opera è stata ritirata dal collezionista parigino che se l’era aggiudicata all’asta di Londra del 2015, favorevole al suo ritorno in Italia.

Il 26 giugno 2019 i militari del Nucleo TPC di Firenze si sono recati a Parigi per rimpatriare la scultura, sequestrandola come disposto dalla Procura livornese. Il procedimento penale si è concluso con l’archiviazione da parte del GIP del Tribunale di Livorno delle posizioni dei quattro indagati e l’ordine di restituzione della statua all’Azienda Sanitaria Toscana Nord Ovest. L’accordo raggiunto con il Comune permetterà ai cittadini di ammirare la meravigliosa scultura all’interno del Museo Fattori di Livorno.

Le fonti antiche narrano di Santa Lucia sin dagli albori del V secolo: protettrice dei ciechi, degli elettricisti e degli oculisti, il suo nome, derivante dalla parola latina lux, ‘luce’, ha soffuso le pagine di letterati e poeti. Gli occhi luminosissimi colmi di lacrime (“li occhi lucenti lagrimando volse”), la Santa dantesca invita Beatrice a soccorrere lo scrittore fiorentino prima che sia tardi: “Beatrice, loda di Dio vera, ché non soccorri quei che t’amò tanto, ch’uscì per te de la volgare schiera?”.

Nella stessa occasione, il Nucleo fiorentino ha consegnato anche sei tele sequestrate nel febbraio 2014 durante le attività che hanno portato al ritrovamento di importantissime opere d’arte asportate dal Museo San Matteo di Pisa, per le quali è stata rilasciata l’autorizzazione alla restituzione da parte dell’Autorità Giudiziaria di Pisa. Si tratta di dipinti eseguiti tra il XVII e il XX secolo, di autore ignoto, raffiguranti soggetti religiosi, l’allegoria dell’Inverno e un ritratto maschile, che, insieme ad altri sette dipinti, furono affidati nel 1993 a un artigiano accreditato per il restauro dalla Soprintendenza, presso il quale sono stati ritrovati. Dato il tempo trascorso la posizione del restauratore è stata archiviata.

[Fonte: Nucelo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze].

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