Roma. Compresa l’importanza degli oggetti che si è trovato di fronte, un archeologo, che stava consumando all’interno di un bar nel quartiere tuscolano, ha chiesto tramite segnalazione al 112 l’intervento della Polizia di Stato.

Giunti sul posto, gli agenti del commissariato Appio hanno trovato nell’area antistante l’attività commerciale il gestore del bar che, insieme a un ristoratore, era intento a scaricare da un furgone oggetti, successivamente periziati come “reperti storici” di pregio da due funzionari archeologhi del MiC, Parco Archeologico dell’Appia Antica.

I due uomini, un 25enne e un 64enne, entrambi romani, hanno sostenuto di averli acquistati online per utilizzarli come elementi di arredo nella parte esterna del locale. Contestualmente hanno anche fornito il nominativo della donna responsabile della vendita.

Raggiunta dagli agenti nella sua abitazione in seguito allo sviluppo dell’attività investigativa, la donna si è mostrata molto sorpresa di fronte alle notizie fornite dagli agenti. Ha dichiarato di non conoscere il valore dei reperti e di averli addirittura ceduti senza ricevere alcun compenso. Ha inoltre indicato ai poliziotti di averne altri in suo possesso.

Al termine dell’operazione, acquirenti e venditrice sono stati denunciati per ricettazione e violazione degli articoli 175 e 176 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In particolare, nei confronti del 64enne si è proceduto anche alla contestazione del reato di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, a causa della condotta poco consona riservata agli agenti nel corso dei successivi adempimenti.

Prima schedatura degli oggetti sequestrati

(fornita dai funzionari archeologhi del MiC, Parco Archeologico dell’Appia Antica)

– Anfora integra di tipo “africana grande” con altezza di circa 90 cm e diametro di 17 cm. L’esemplare presenta un bollo rettangolare sull’orlo, un’ansa è ricomposta. Cronologia indicativa epoca imperiale romana. Autentica.

– Anfora tipo “africana grande” ricomponibile all’altezza della fascia superiore della spalla, in due frammenti, con altezza complessiva di circa 90 cm e diametro al bordo, a sezione triangolare di circa 16 cm. Cronologia indicativa epoca imperiale romana. Autentica.

– Manufatto scultoreo in marmo verde (probabilmente serpentino), costituito da nr 4 frammenti di dimensioni decimetriche (due ricomponibili) e nr 2 frammenti centimetri. Il manufatto presenta una decorazione costituita da un mostro marino, inserito in un ambiente acquatico con onde e scogli, caratterizzati da un abbondante uso del trapano. Il manufatto presenta alcune tracce di ri-lavorazione di epoca successiva, che ad una prima analisi rendono complessa sia un ‘attribuzione cronologica sia una valutazione di effettiva autenticità. Al rarità del materiale sembra comunque confermare una ipotesi di originalità (da verificare);

– 1 frammento di patera marmorea  con decorazione a medusa, diametro 24 cm;

– 1 capitello in travertino di epoca medievale, altezza cm 17, decorazione vegetale;

– 1 frammento di cornice  con decorazione a puttini e festoni, cm 43×24;

– 1 statua marmorea altezza cm 52, raffigurante una lotta, presenti tracce di perni di restauro antichi, statua presumibilmente di epoca imperiale romana;

– 1 statuetta marmorea parzialmente mutila, altezza 38 cm, raffigurante un uomo barbuto, presumibilmente il dio greco Poseidone, statua presumibilmente di epoca imperiale romana;

– 1 frammento di scultura in marmo verde, con decorazione mostro marino;

– 3 frammenti centimetrici di marmo verde;

– 1 basamento poligonale in marmo verde con diametro inferiore a 63 cm e diametro superiore a 50 cm.      

 

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