Pompei, immagini delle vittime create con l’IA: la denuncia di Zuchtriegel

Il direttore del Parco Archeologico contesta un post sulla Casa del Bracciale d’Oro e chiede un confronto con l’Università Federico II. Il caso riguarda anche una raccolta fondi collegata al profilo

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Il Parco Archeologico di Pompei denuncia la diffusione sui social di immagini e racconti sulle vittime dell’eruzione creati con l’intelligenza artificiale e ritenuti fuorvianti. In un comunicato del 28 ottobre arrivato in redazione, il direttore Gabriel Zuchtriegel segnala un post Instagram dedicato alla Casa del Bracciale d’Oro, pubblicato su un profilo che, secondo quanto riferisce, è intestato a un professore di chimica dell’Università di Napoli Federico II. Il Parco ha scritto all’Ateneo per chiedere un confronto sulla compatibilità di questa attività con il suo codice etico.

«È completamente fake: l’immagine è fatta con l’IA, il testo si legge come fatto dall’IA», afferma Zuchtriegel. Aggiunge che l’attività del profilo è collegata alla generazione di introiti attraverso un portale di raccolta fondi. La contestazione riguarda anche il rispetto dovuto alle persone morte durante l’eruzione. Zuchtriegel definisce «fuorviante e irresponsabile». l’uso dell’IA per costruire immagini e storie delle vittime, proprio mentre il Parco ha adottato linee guida per la presentazione e il trattamento dei loro resti.

La Casa del Bracciale d’Oro, già interessata dalle esplorazioni settecentesche, fu scavata per intero tra gli anni Sessanta e Settanta de Novecento. Al suo interno furono rinvenuti i resti di diverse vittime dell’eruzione; per quattro di esse, due adulti e due bambini, furono realizzati calchi con la tecnica in uso dall’Ottocento, che prevede il riempimento con gesso delle cavità lasciate dai corpi nei depositi vulcanici. I quattro calchi sono esposti nella Palestra Grande, nel percorso dedicato all’eruzione e alle vittime, aperto al pubblico l’11 marzo 2026. La preparazione dell’esposizione ha portato alla stesura delle linee guida, poi adottate dal Comitato Scientifico e dal Consiglio di Amministrazione del Parco. L’allestimento è stato concepito per conciliare le esigenze della conoscenza e della fruizione museale con il rispetto delle persone di cui si espongono i resti.

Calchi della Casa del Bracciale d’Oro (Foto: Parlo Archeologico Pompei)

Zuchtriegel chiede, inoltre, un confronto sull’impiego dell’intelligenza artificiale nell’educazione e nella comunicazione culturale. Il Parco, ricorda il direttore, sperimenterà già questi strumenti nelle attività di ricerca e nel monitoraggio del patrimonio, oltre che per la sicurezza e la valorizzazione. Tra i progetti citati nel comunicato figura una ricostruzione digitale della fuga di un uomo durante l’eruzione del Vesuvio, realizzata con l’Università degli Studi di Padova e il Laboratorio Digital Cultural Heritage. Secondo il Parco, la ricostruzione si basa esclusivamente sulle evidenze emerse dalle indagini condotte dagli archeologi del Ministero della Cultura.

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