Attacco hacker agli Uffizi, compromessi dati sensibili sulla sicurezza del museo
Secondo quanto emerge da fonti giornalistiche, l’intrusione avrebbe esposto credenziali, mappe interne e informazioni sui sistemi di sorveglianza, con richiesta di riscatto e misure immediate di messa in sicurezza

Un attacco informatico ai danni delle Gallerie degli Uffizi ha compromesso sistemi e dati sensibili interni, inducendo il museo ad adottare misure immediate di sicurezza. Tra le informazioni sottratte figurerebbero codici di accesso, password, mappe interne e indicazioni relative al posizionamento di telecamere e sensori di sorveglianza. Gli autori dell’intrusione avrebbero inoltre avanzato una richiesta di riscatto, accompagnata dalla minaccia di diffusione o vendita dei dati nel dark web. La vicenda si collega a un precedente episodio segnalato a inizio febbraio, quando un attacco aveva colpito i servizi amministrativi del complesso museale, con conseguenze sui sistemi informatici e sulle caselle email aziendali. Gli sviluppi più recenti delineano un quadro più ampio, poiché l’accesso abusivo avrebbe riguardato anche informazioni utili a ricostruire l’assetto dei dispositivi di protezione.
In via precauzionale, alcune opere sono state trasferite nei caveau e in determinate aree sarebbero state disposte ulteriori chiusure fisiche, comprese soluzioni di blindatura degli accessi, così da ridurre il rischio di vulnerabilità legate alla conoscenza indebita dei percorsi interni. La disponibilità di tali dati, se completa e utilizzabile, potrebbe consentire a soggetti terzi di muoversi negli spazi museali con un vantaggio operativo significativo, individuando varchi e dispositivi da eludere.
Il museo resta aperto al pubblico, mentre prosegue la gestione dell’emergenza. Allo stato delle informazioni disponibili, non risultano sottrazioni di beni; l’attenzione si concentra sulla messa in sicurezza degli ambienti e sulla valutazione dell’effettiva portata della violazione. I sistemi informatici svolgono funzioni amministrative e gestiscono dati che incidono sulla protezione delle collezioni e sull’organizzazione dei sistemi di vigilanza. Un attacco informatico a un istituto museale rappresenta quindi un rischio concreto per l’integrità del patrimonio culturale.

Giornalista


