Il Doriforo di Stabiae al centro di una mostra a Pompei

Alla Reggia di Quisisana un’esposizione racconta la storia della celebre statua oggi negli Stati Uniti

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Il Parco Archeologico di Pompei inaugurerà presto una nuova mostra dedicata al Doriforo di Stabiae, una delle sculture più emblematiche tra i casi ancora aperti di dispersione del patrimonio archeologico italiano. L’iniziativa, presentata dal direttore Gabriel Zuchtriegel in occasione dell’apertura del Museo Civico di Castellammare di Stabia presso la Reggia di Quisisana, proporrà un racconto storico e documentario della statua, oggi conservata al Minneapolis Institute of Art negli Stati Uniti.

L’idea nasce con un proposito dichiaratamente narrativo più che rivendicativo. Come sottolineato dallo stesso Zuchtriegel, infatti, la mostra ricostruirà il “viaggio” dell’opera, evidenziandone il contesto archeologico originario e le vicende che ne hanno determinato l’allontanamento dall’area vesuviana.

Il Doriforo, replica romana in marmo pentelico del celebre originale bronzeo attribuito a Policleto, proviene infatti dagli scavi dell’antica Stabiae. La scultura lasciò l’Italia in circostanze controverse nel corso del Novecento e da decenni è al centro di richieste di restituzione sostenute da autorità giudiziarie e istituzioni culturali italiane. Nel 2022 la Procura di Torre Annunziata ha avviato una procedura di assistenza giudiziaria internazionale finalizzata all’esecuzione di un decreto di confisca, inserendo il caso nel più ampio quadro delle azioni contro il traffico illecito di antichità.

La mostra nasce nell’ambito del progetto di valorizzazione territoriale che collega Pompei, Stabiae e Castellammare di Stabia in un sistema museale integrato. L’allestimento della Reggia di Quisisana affianca infatti il Museo Archeologico “Libero D’Orsi”, luogo individuato come futura sede della statua qualora il rientro in Italia dovesse concretizzarsi. Accanto alla dimensione scientifica, l’iniziativa attesta l’importanza della diplomazia culturale. L’intento dichiarato è favorire il dialogo internazionale attraverso la conoscenza pubblica della storia dell’opera, mostrando come provenienza archeologica, contesto territoriale e identità culturale costituiscano elementi centrali nella narrazione museale contemporanea.

La scelta di raccontare la biografia della statua, più che rivendicarne esclusivamente il possesso, riflette una strategia sempre più adottata nei casi di restituzione complessa, dove ricerca storica e comunicazione culturale procedono parallelamente.

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