Ferrara. Recuperata porzione di architrave del Cinquecento usata come panchina

Il manufatto, riconducibile al Castello Estense, è stato individuato e restituito grazie ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna dopo una segnalazione

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Una porzione di architrave marmoreo del Cinquecento, appartenente al Castello Estense di Ferrara, è stata recuperata e restituita alle istituzioni dopo oltre sessant’anni di assenza dal contesto originario. L’elemento architettonico, riconducibile agli ambienti ducali e caratterizzato da un’iscrizione latina con il riferimento ad Alfonso I d’Este, era stato nel tempo spostato e reimpiegato in ambito privato, fino a essere utilizzato come semplice panchina da giardino.

Il ritrovamento è avvenuto in modo fortuito. Una guida turistica ferrarese, notando nel giardino di un’abitazione un manufatto in pietra con caratteristiche non compatibili con un arredo comune, ha segnalato il caso alle autorità. A seguito della segnalazione sono scattati gli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, che hanno avviato le verifiche tecniche e storico-documentarie necessarie per ricostruire l’origine del bene e accertarne la pertinenza con il complesso monumentale estense.

Le indagini hanno riguardato sia l’identificazione materiale dell’architrave sia la sua provenienza. Attraverso confronti stilistici e riscontri di natura archivistica, l’elemento è stato ricondotto al Castello Estense, confermandone il valore come parte integrante dell’apparato architettonico rinascimentale legato alla committenza ducale. Il recupero restituisce alla città un frammento autentico della decorazione originaria e contribuisce a ricomporre, anche sul piano storico, le trasformazioni e le dispersioni che nel tempo hanno interessato il patrimonio materiale di Ferrara. La restituzione è avvenuta in un contesto istituzionale, con la consegna formale alla Provincia di Ferrara, proprietaria del bene. Nel corso della cerimonia è stato evidenziato il significato dell’operazione: insieme al recupero di un manufatto di pregio, anche il ritorno di un tassello della memoria identitaria del Castello, oggi uno dei simboli più riconoscibili del centro storico ferrarese.

Dagli accertamenti non sono emersi profili di responsabilità a carico del privato che deteneva l’architrave, risultato ignaro della sua origine e della sua rilevanza storico-artistica. Il rientro del manufatto nel circuito pubblico consente ora di avviare le valutazioni per la sua corretta ricollocazione o musealizzazione all’interno del percorso del Castello, restituendo leggibilità a un elemento che per decenni era rimasto fuori contesto.

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