Oboe di Giovanni Pistis non ancora ritrovato
Colpo rapido durante la fermata in stazione, indagini in corso e mobilitazione sui social

Ancora nessuna notizia dell’oboe rubato poco prima di Natale sul Frecciarossa in sosta a Firenze, nella stazione di Santa Maria Novella, al musicista trentacinquenne Giovanni Pistis, primo oboe al Teatro dell’Opera di Roma. Il maestro stava rientrando nella Capitale dopo un doppio concerto tenuto a Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Dopo la fermata nella stazione toscana, lo strumento si è volatilizzato: un furto consumatosi in un lasso di tempo brevissimo che ha lasciato il maestro Pistis sgomento e perplesso.
Il musicista ha ricordato di aver avuto lo zaino con sé poco prima dell’arrivo a Firenze, ma durante la breve sosta del treno, in un attimo di distrazione, lo zaino è stato prelevato dalla cappelliera, dove era stato riposto. Una testimonianza oculare ha descritto la scena: due individui agili e determinati hanno prelevato lo zaino dalla cappelliera, sono scesi dal treno e sono scomparsi in fretta tra la folla. Nello zaino, oltre all’oboe del valore di circa 15 mila euro, anche un iPad e altri effetti personali.
Come ha ricordato Pistis, la perdita va ben oltre il mero valore economico del bene, poiché ogni strumento è unico e sostituire quello rubato con uno simile, dotato delle stesse peculiarità timbriche e della medesima risposta acustica, è un’impresa quasi impossibile. Ogni strumento musicale acquistato per uso professionale viene scelto dal musicista in modo meticoloso, spesso è frutto di anni di ricerca e, una volta trovato, si sviluppa un rapporto empatico tra l’artista e il proprio strumento.
Sempre più spesso avvengono furti ai danni dei musicisti in viaggio; tali episodi ripropongono interrogativi sulla sicurezza nelle principali infrastrutture di trasporto ed evidenziano la vulnerabilità dei bagagli anche in contesti apparentemente controllati come i treni Frecciarossa. Una volta giunto a Roma Termini, il maestro Pistis ha formalizzato la denuncia di furto, non nascondendo, oltre all’amarezza per quanto accaduto, anche la speranza del ritrovamento dell’oboe, affidata a un appello pubblico sui social e all’offerta di una ricompensa a chiunque possa fornire informazioni utili per la restituzione di un bene che rappresenta molto più di un semplice oggetto musicale, quasi un pezzo dell’anima del musicista.

Fabio Perrone, giornalista e cultore di Strumenti Musicali (L-ART 07) presso la Facoltà di Musicologia dell’Università degli Studi di Pavia. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Verona, laureato a pieni voti in Musicologia presso l’Università degli Studi di Pavia e con lode in Conservazione dei Beni Culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Parma. Esercita dal 2000 attività di consulente in materia di beni culturali. È iscritto al Collegio Lombardo Periti-Esperti-Consulenti e al Collegio Periti Italiani. Dal 2004 è Perito e CTU presso il Tribunale di Cremona e CCIAA e collabora con le Compagnie di Assicurazione nel settore tecnico (servizi di stima e perizie di strumenti musicali nonché consulenza assicurativa specifica). Oltre alla libera professione esercita attività di insegnamento: è stato docente di strumenti musicali presso il Conservatorio di Musica “Briccialdi” di Terni, è stato docente di Legislazione e Museologia presso la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona e dal 2002 tiene regolarmente seminari presso il Dipartimento di Scienze Musicologiche dell’Università degli Studi di Pavia. Collabora col Sole24Ore e ha insegnato al Master Management dell’Arte e dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore.


