The Most Wanted Works of Art. INTERPOL pubblica il poster n. 55 (b), dicembre 2025
Una nuova selezione di beni culturali oggetto di ricerca internazionale aggiorna il quadro delle sottrazioni e della circolazione illecita, confermando il ruolo dei poster semestrali e delle edizioni speciali come efficaci strumenti di comunicazione nel contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale

INTERPOL ha recentemente pubblicato il poster n. 55 (b), dicembre 2025, che segnala una nuova selezione di beni culturali oggetto di ricerca internazionale. Il documento presenta un insieme eterogeneo di opere per tipologia, materiali e cronologia, e fornisce un aggiornamento puntuale sulle dinamiche di sottrazione e di circolazione illecita dei beni culturali a livello internazionale.
La selezione comprende opere d’arte eterogenee. Tra i beni segnalati figurano un dipinto di René Magritte, una scultura di Oskar Höfinger, una fotografia di Yueh Hock Seng, un’illustrazione di Henri Matisse, un manufatto lapideo e una pepita d’oro proveniente da contesto museale. L’insieme dei casi evidenzia una pluralità di contesti di provenienza, che includono residenze private, gallerie, musei e istituzioni pubbliche, con luoghi di sottrazione distribuiti in aree geografiche diverse e segnalazioni trasmesse da più uffici centrali nazionali. Per ciascun bene è fornita una scheda essenziale che riporta autore, tipologia, dimensioni, data e luogo della sottrazione, numero di fascicolo e riferimento all’ufficio nazionale competente. Questa struttura risponde a criteri consolidati di uniformità e interoperabilità dei dati e consente l’impiego immediato delle informazioni in ambito investigativo, doganale e giudiziario.
Attraverso la loro pubblicazione due volte all’anno, nei mesi di giugno e dicembre, i poster consentono di far conoscere al pubblico alcune delle opere registrate nella banca dati internazionale delle opere d’arte rubate gestita da INTERPOL. La cadenza regolare favorisce, altresì, l’aggiornamento continuo delle informazioni disponibili e permette di osservare l’evoluzione delle tipologie di beni coinvolti e dei contesti di sottrazione. Nell’ambito della ricerca, tali materiali costituiscono un corpus utile per analisi sui profili di rischio, sulle vulnerabilità delle istituzioni culturali e sui percorsi di circolazione dei beni sottratti.
Accanto alle edizioni semestrali, sono diffuse anche pubblicazioni speciali, dedicate a singoli casi o a situazioni di particolare rilevanza investigativa. Questi strumenti presentano un livello di dettaglio informativo più elevato e sono predisposti per sostenere attività di ricerca e recupero attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale tra forze di polizia, autorità giudiziarie e istituzioni culturali.
Il Journal of Cultural Heritage Crime offre una panoramica dell’attività di INTERPOL in una sezione dedicata che, tra le altre cose, riporta in primo piano i poster diffusi negli ultimi anni. La raccolta consente una consultazione sistematica dei materiali, agevola il confronto tra le diverse uscite semestrali e speciali, e rappresenta uno strumento di riferimento per studiosi, operatori del settore e istituzioni impegnate nell’analisi e nel contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. Nel loro insieme, le edizioni periodiche e speciali rappresentano il link tra banca dati e comunicazione al pubblico. Esse contribuiscono alla circolazione controllata delle informazioni, alla standardizzazione dei dati e alla visibilità dei casi di sottrazione, elementi centrali per il supporto alle attività di recupero e restituzione dei beni culturali.

The Journal of Cultural Heritage Crime (JCHC), con sottotitolo L’Informazione per la Tutela del Patrimonio Culturale, è una testata giornalistica culturale, registrata presso il Tribunale di Roma con n. 108/2022 del 21/07/2022, e presso il CNR con ISSN 2785-7182. Si configura sul web come contenitore di approfondimento, il primo in Italia, in cui trovano spazio i fatti che quotidianamente vedono il nostro patrimonio culturale minacciato, violato e oggetto di crimini. I fatti sono riportati, attraverso un linguaggio semplice e accessibile a tutti, da una redazione composta da giornalisti e da professionisti del patrimonio culturale, esperti nella tutela. JCHC è informazione di servizio, promuove le attività di contrasto ai reati e sostiene quanti quotidianamente sono impegnati nella attività di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale.































