È in esposizione dal 4 maggio scorso al San Antonio Museum of Art (San Antonio, Texas) una splendida testa marmorea databile stilisticamente tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., ritraente forse Sesto Pompeo, figlio di Pompeo Magno, o secondo altri Druso Germanico, figlio di Livia Drusilla e del primo marito, Tiberio Claudio Nerone.

Aureo Sesto Pompeo
Aureo di Sesto Pompeo, Sicilia 37/6 a.C. (Cabinet des Médailles, Paris, foto Wikimedia)

Il pezzo resterà in mostra al museo americano per un anno prima di ritornare al suo legittimo proprietario, ossia la Bayerische Verwaltung der staatlichen Schlösser, Gärten und Seen in Germania. La testa, infatti, era stata acquistata prima del 1833 dal re Ludwig I di Baviera che l’aveva inclusa nell’allestimento del suo Pompejanum, una sfarzosa villa-museo fatta edificare ad Aschaffenburg tra 1840 e 1848 a imitazione della Casa dei Dioscuri di Pompei. Gravemente danneggiato in seguito ai pesanti bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu vittima di saccheggi e la sua collezione finì dispersa.

Scomparve così anche la testa marmorea romana, fino a quel momento collocata nell’Atrium del Pompejanum e ritrovata nel 2018 tra la paccottiglia sugli scaffali di un negozietto dell’usato ad Austin, in Texas. È stato l’occhio attento di Laura Young a far riemergere dall’ombra questo splendido ritratto. Infatti, acquistatolo per pochi dollari, la nuova proprietaria, sospettando si trattasse di qualcosa di molto antico, ha intrapreso una ricerca più dettagliata che, con l’aiuto di vari esperti interpellati, l’ha portata a identificare la testa in questione con quella già posseduta da Ludwig I di Baviera.

Ritratto di Romano, I a.C.-I d.C., San Antonio Museum of Art

Trafugata dalle macerie del Pompejanum da un soldato americano o da qualcun altro che l’ha poi rivenduta a un Americano facendola così giungere oltre oceano, la scultura ha una chiara provenienza illecita, motivo che ha spinto Ms Young, supportata dalla consulenza dell’Avvocata, Leila Amineddoleh, specializzata in casi d’Arte, a procedere in modo spontaneo alla definizione di un accordo di trasferimento del titolo di possesso alla Baviera e alla conseguente restituzione del pezzo.

Prima del suo rientro definitivo in Europa e del probabile ricollocamento nel Pompejanum restaurato e riaperto al pubblico nel 1994, l’accordo di restituzione ha stipulato la concessione della scultura in prestito annuale al San Antonio Museum of Art. L’esposizione temporanea, curata da Lynley McAlpine, racconta in dettaglio la vicenda ponendo lodevolmente l’accento sulle dinamiche di sottrazione, ritrovamento e restituzione dell’antico ritratto romano.

Ci auguriamo che l’atteggiamento etico dimostrato da Ms Young diventi sempre più una consuetudine per piccoli e grandi collezionisti che si trovino ad avere fra le mani opere d’arte di provenienza discutibile: la restituzione di un bene culturale non cancella il passato né i suoi dolori ma riassegna dignità e rinsalda le tante storie interrotte, dei singoli quanto di interi popoli.

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