Caravaggio e quel fascino intramontabile per il mistero della Natività di Palermo nelle nuove ricerche di Michele Cuppone

Tra la prima edizione dell’inverno 2019 del lavoro di Michele Cuppone e la pubblicazione della seconda, ampliata, riveduta e aggiornata, della primavera del 2021 è, senza alcun dubbio retorico, cambiato il mondo.

Pandemia, restrizioni e nuove consapevolezze sociali, tuttavia non hanno spento l’interesse verso Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, e prova n’è il successo di pubblico della mostra roveretana che ha esposto al Mart Il Seppellimento di Santa Lucia per i pochi giorni che le limitazioni le hanno concesso[1]. La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, dipinta per l’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, la “storia semplice”[2] della sua scomparsa e le più diverse e anche fantasiose ricostruzioni circa la sua sorte, molte delle quali – va detto – si sono perse nei rigagnoli di questo mezzo secolo, restano al centro dell’attività investigativa dei Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, «pratica 799», e dell’FBI che dal 2005, anno della sua creazione, ha inserito la tela nella Top Ten Art Crimes. La Natività è ormai ben lontana dall’apparire «come il “parente povero”, quasi obliato», come ebbe a scrivere Filippo Meli, rettore di San Lorenzo, a proposito della milanese Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi del 1951.

La copertina del libro

Il volume di Cuppone si incammina dunque su un sentiero già fortemente battuto e si inserisce in un panorama estremamente attenzionato, dai tecnici e dal grande pubblico, eppure, grazie all’ostinazione di questo studioso appassionato e appassionante, emergono contenuti ancora poco noti o del tutto inediti e spunti interessanti che possono rimettere in gioco elementi, come la datazione dell’opera, che erano concordemente accettati da diverso tempo. Ed è proprio da qui, dalla data e dalla assegnazione romana dell’esecuzione, che inizia il libro di Cuppone, attraverso un’analisi stilistica e materica, diagnostica e comparativa delle opere del Merisi coeve al 1600 non disgiunta da una disamina circa la coerenza delle fonti, i risultati di ricerche precedenti e i riscontri documentali che gli archivi hanno restituito: «un caso accanto al caso» del furto, lo definisce appunto l’autore. E non meno intriganti appaiono le vicissitudini delle copie antiche, della nota dipinta da Paolo Geraci o della semisconosciuta che appartenne all’ex gerarca fascista Luigi Federzoni di cui resta solo una riproduzione in bianco e nero presso la Fondazione Longhi di Firenze, e dell’oratorio di San Lorenzo stesso puntellato dopo il bombardamento del 15 febbraio 1943 in una via Immacolatella impraticabile dai cumuli di macerie.

Due sono gli ingredienti che certamente rendono più che meritoria l’iniziativa editoriale e la sua seconda stesura: l’inserimento di una «significativa selezione di passi estrapolati da antichi biografi e moderni critici e specialisti», da Giovanni Baglione a Vittorio Sgarbi, passando per Roberto Longhi e Sybille Ebert-Schifferer, che dà conto e viva voce a precedenti contributi; e gli “Apparati”, una raccolta di documenti che, inizia con la trascrizione dell’«atto notarile con cui Caravaggio si impegnava (5 aprile 1600), e riceveva poi il saldo finale a lavoro compiuto (20 novembre 1600), per la realizzazione di un quadro «cum figuris» – identificato nella Natività», attraversa una rassegna stampa di ottobre 1969 e termina con la minuta inedita di una lettera del 1974 inviata al Maggiore Giuseppe Russo, Comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo. Tutto questo materiale recuperato, citato e trascritto non è solo il punto di arrivo delle ricerche e degli studi di Michele Cuppone ma è il punto di partenza di cui nuove indagini, quantomeno storico-artistiche, devono tenere conto.

La qualità inoltre del ricco catalogo fotografico, a colori e in bianco e nero, è senz’altro un corredo di pregio che indissolubilmente accompagna il lettore nelle pagine di un libro che ha saputo realizzarsi nell’ossimoro della densità agile: la dovizia di dettagli è condensata in una quantità di fogli accessibile. Un po’ meno accessibile è forse il prezzo che però trova una sua giustificazione nelle scelte iconografiche e grafiche e nei materiali di questa pubblicazione.

«Nonostante questo vasto bacino informativo, permane comunque un certo grado di indeterminatezza su diversi punti», scrive Cuppone, ed è esattamente questo che ancora alimenta il mistero della Natività di Caravaggio e il suo intramontabile fascino: «un certo grado di indeterminatezza» che lascia spazio a carte da cercare e ad una tela da ritrovare.

Michele Cuppone, Caravaggio, la Natività di Palermo. Nascita e scomparsa di un capolavoro, Campisano Editore, Roma 2021, pp. 127, 40 tavole, 30,00 €


[1]Questione che già abbiamo diffusamente affrontato.

[2]La scheda di sintesi a cura di Serena Oliveri.

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