Le partiture ritrovate

Duecentoventi anni fa il Comune di Bologna istituì un Liceo Musicale cittadino, che fu collocato nel convento di San Giacomo, accanto alla chiesa omonima. Nella sede trovarono stabilmente posto gli insegnamenti di composizione, pianoforte, canto, violino, viola, violoncello, contrabbasso, oboe e corno inglese. Dopo una prima fase organizzativa, lunedì 3 dicembre 1804 fu ufficialmente inaugurato il Liceo Filarmonico di Bologna, il nucleo primo del futuro Conservatorio di musica “Giambattista Martini” che ancora oggi è attivo a lato della magnifica chiesa di San Giacomo Maggiore al civico n. 2 della piazza Rossini.

Il Conservatorio “Giambattista Martini” di Bologna

Dai primi sei docenti di inizio Ottocento che hanno animato le aule – tra i quali i compositori Stanislao Mattei (1750-1825), Giovanni Callisto Zanotti (1737-1817), Lorenzo Gibelli (1718-1812) – sono tanti i nomi dei direttori, dei maestri e dei loro allievi che hanno tracciato la storia della musica del secolo scorso: Luigi Mancinelli (1848-1921), Giuseppe Martucci (1856-1909), Marco Enrico Bossi (1861-1925), Ferruccio Busoni (1866-1924), Franco Alfano (1876-1954), Gino Marinuzzi (1882-1945), Cesare Nordio (1891-1977), per citarne solo alcuni. Ecco perché non può che far particolarmente piacere la notizia di qualche giorno fa del recupero di due dipinti del XIX secolo con cornice, di un affresco della volta d’ingresso del Conservatorio e soprattutto di partiture musicali mai eseguite, realizzate come prova d’esame per conseguire il diploma del corso di composizione di insigni musicisti quali Guido Alberto Fano (1875-1961), Gian Francesco Malipiero (1882-1973), Guido Guerrini (1890-1965), Giorgio Federico Ghedini (1892-1965), Franco Donatoni (1927-2000) Luigi Ferdinando Tagliavini (1929-2017).

Partiture di prova d’esami di musicisti dell”800 e del ‘900.
Archivio Storico del Conservatorio Martini (Foto: Accademia Belle Arti di Bologna).

Tanto le opere pittoriche quanto quelle musicali del Conservatorio saranno presto restituite alla fruizione dei cittadini, degli studiosi e degli appassionati attraverso forme di valorizzazione e di concerti pubblici a cura degli allievi del Conservatorio che consentiranno a tutti di ascoltare per la prima volta la musica degli spartiti restaurati. Questa occasione renderà non solo merito ai grandi musicisti formatisi nel Conservatorio di Bologna ma sarà anche un omaggio verso tutti coloro i quali, dopo una lunga e prestigiosa carriera, hanno voluto lasciare a Bologna un patrimonio musicale significativo. In tempi recenti, oltre alla collezione di 90 strumenti musicali a tastiera (clavicordi, arpicordi, organi, clavicembali, spinette, pianoforti) donata nel 2005 da Luigi Ferdinando Tagliavini ed esposta a San Colombano, non si può dimenticare la Biblioteca privata di Oscar Mischiati (1936-2004), già bibliotecario del Conservatorio dal 1964 al 2002, costituita da circa 15.000 pezzi donati dagli eredi del musicologo alla città. Bologna è tra le città italiane che negli ultimi anni stanno dando prova di una ottima sinergia tra le Istituzioni locali per il recupero di un patrimonio musicale importantissimo. Come ha recentemente dichiarato l’assessore regionale alla cultura Mauro Felicori: “Il dialogo fra le Istituzioni è di per sé una buona pratica: in questo caso ha generato una riscoperta di opere musicali dimenticate. Sono particolarmente curioso di conoscere i commenti dei musicologi alle partiture ritrovate, e magari sentirle eseguite”. Qualunque dovesse essere il risultato estetico-musicale dell’esecuzione delle partiture ritrovate, il plauso per l’operazione di salvaguardia è stato unanime. E di questi tempi, non è poca cosa.

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