Cremona. Evade dai domiciliari per piazzare un violino rubato

Da tempo i violini sono rientrati nella top ten dei beni mobili illecitamente sottratti e tra quelli con più alto rendimento economico ritraibile se considerato il peso del bene in rapporto al materiale di cui è fatto, ovvero il legno. Senza voler scomodare i grandi e i grandissimi liutai i cui valori sono ormai stellari, rimanendo nell’alveo degli strumenti professionali nuovi, il loro valore rapportato al grammo è ormai pari a quello dell’oro. Oggi con 15 mila euro è possibile acquistare un lingotto d’oro di 350 grammi o un violino moderno di buona liuteria di pari peso. Ecco il motivo per il quale i violini, specie quelli di buona fattura, sono diventati – per opposte ragioni – oggetti molto ricercati sia dai malfattori, sia dalle forze dell’ordine.

E così, ieri un hacker, già agli arresti domiciliari per pregresse sentenze definitive per reati informatici, è stato processato per direttissima: si era recato da un liutaio cremasco per proporgli l’acquisto di un violino. Insospettito dall’inusuale cliente, il liutaio ha avvertito la polizia.

Gli agenti intervenuti hanno identificato ed arrestato il pregiudicato per evasione dai domiciliari ed avviato una indagine per il furto dello strumento, rubato a febbraio scorso a Cremona.

Uto Ughi diceva: “Ho sentito interpreti straordinari anche con violini meno famosi. Il suono viene da dentro di noi, non da fuori”. Anche se ultimamente il suono viene più da fuori, che da dentro. Ed è quello delle volanti.

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