Il Maggiore Michelangelo Lobuono

Cambio al vertice del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Il Maggiore Michelangelo Lobuono, dopo quattro anni e mezzo lascia l’incarico per prendere il Comando della Compagnia Carabinieri di Bologna Centro. A prendere il suo posto è il capitano Francesco Nicolò Pirronti. Questi arriva da Avellino dove guidava la Compagnia Carabinieri della cittadina irpina. Il cambio al vertice rientra nelle prassi organizzative dell’Arma: ogni quattro anni i comandanti  vengono avvicendati.

Con emozione il Generale di Brigata dott. Roberto Riccardi, unitamente al Comandate del Gruppo Tenente Colonnello  Valerio Marra, alla presenza di un folta rappresentanza di personale in servizio e in congedo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha salutato e ringraziato il Maggiore Lobuono per l’ottimo servizio reso a favore del Comando.
Nel corso dell’incontro sono stati ripercorsi i momenti più significativi che hanno visto l’Ufficiale in prima linea. In particolare è stato evidenziato l’impegno nella di provincia di Rieti – in particolare nei comuni di Accumoli e Amatrice – per le attività di recupero dei beni culturali mobili a rischio dispersione e danneggiamento dopo gli eventi sismici, che hanno duramente colpito l’Italia centrale. Anche con il supporto di personale tratto dalla Task Force Carabinieri “Unite4Heritage” (meglio noti come “Caschi Blu della cultura”), il Nucleo Carabinieri TPC di Roma, a partire dal 24 agosto 2016, ha assicurato al deposito della Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale (RI),  circa 3.432 opere.

Durante la cerimonia di commiato sono state inoltre ripercorse alcune delle più significative operazioni di servizio del Nucleo TPC al comando del Maggiore Lobuono.

In particolare, nel 2017 nella città di Roma, dove sono stati recuperati oltre 300 reperti archeologi tra cui capitelli corinzi e ionici, colonne, urne cinerarie, cippi etruschi ceretani di epoca compresa tra il VI sec. a.C. e il III sec. d.C., per un valore complessivo stimato in 1,3 milioni di euro, provenienti da scavi clandestini perpetrati in danno di necropoli dell’Italia Centro Meridionale,  in prevalenza romane ed etrusche. Vi erano inoltre crateri attici,  kylix e lekythos di tipo Gnathia di epoca compresa tra il VI sec. a.C. e l’età romana, provenienti da necropoli dell’Italia meridionale, per un valore di circa 200.000 euro. 

La serrata attività di monitoraggio dell’e-commerce e dei cataloghi delle case d’aste che ha consentito, grazie alla consultazione della Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti, gestita dal Comando Carabinieri TPC di Roma, di denunciare 16 persone e di recuperare numerosi dipinti, tra cui:

  • 2 opere olio su tela, raffiguranti Il Trionfo di Nettuno e Anfitrite e “Il Paesaggio Marino”, provento di furto consumato a Roma nel 2007 e rinvenuti in un’abitazione privata della provincia di Firenze;
  • 2 dipinti olio su tela, dal titolo La Chiesa di Alcudiadi Aligi Sassu (1912-2000) e “Venezia”,di Giulio Turcato  (1912-1995), entrambi provento del furto, consumato nel 1974, in un’abitazione privata di Rocca di Papa (RM) eposti in vendita presso una casa d’aste della Capitale;
  • 1 olio su tela, denominato “Architetture”,dell’artista Ottone Rosai (1895-1957), provento di appropriazione indebita e ricettato presso una galleria d’arte di Roma;
  •  6 dipinti olio su tela raffiguranti “Diana e le Ninfe al bagno” del XVIII sec., “Incontro di Esaù  e  Rebecca”, dell’artista Bianca Crivelli, del XIX sec., coppia di “Paesaggi fluviali con figure e armenti” di Giuseppe Zais (1709-1781) e coppia di “Paesaggi fluviali con caseggiati e astanti”, di Scuola Veneta, risalenti al XVIII sec., tutti provento del furto, consumato nel 1981, in un’abitazione di Montebelluna (TV) e commercializzati da una casa d’aste della Capitale;
  • 7 zanne in avorio (naturali e lavorate) di elefante africano e 1 scultura in avorio raffigurante un’aragosta, tutti derivanti da specie protette e di eccezionale pregio, detenute illecitamente in un’abitazione di Albano Laziale (RM).

Nel marzo 2018, il sequestro di 91 opere falsamente attribuite ad artisti di fama internazionale e la denuncia di una persona per contraffazione di opere d’arte. Le indagini erano scaturite dal monitoraggio di diversi siti web di e-commerce dedicati alla compravendita di beni culturali e i cui riscontri investigativi, avevano permesso di eseguire, decreti di perquisizione, in Roma e Tarquinia, con il sequestro di 74 dipinti, olio su tela, falsamente attribuiti ai seguenti artisti Vincent Van Gogh, Giorgio De Chirico, Bernard Aubertin, Giacomo Balla, Mario Schifano, Eliano Fantuzzi, Novella Parigini, Remo Brindisi, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Salvatore Fiume, Enotrio Pugliese, Leonardo De Magistris e Romano Mussolini nonché il materiale utilizzato per realizzare le opere contraffatte.

Nel febbraio 2019, alla guida del Maggiore Lobuono, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio ha effettuato il più importante recupero di monete antiche nella storia del Comando Carabinieri TPC. Sono state sequestrate a seguito di esecuzione di decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma  n.75 monete (Aes grave in bronzo fuso del III sec. a.C. coniate dalla Zecca di Roma, serie rara della prima monetazione romana) di eccezionale valore storico-archeologico e patrimoniale, provvedimento eseguito nel Comune di Carbognano (VT).

Il 31 maggio 2019 in Firenze, nell’ambito di un’attività d’indagine finalizzata al contrasto dell’importazione tramite e-commerce di beni d’arte illecitamente sottratti al patrimonio culturale straniero, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Firenze, sono stati rinvenuti e posti a sequestro nr. 460 manufatti  di epoca compresa tra il paleolitico finale (18.000 BP) ed il III secolo d.C., tutti illecitamente detenuti presso l’abitazione di un collezionista. I manufatti, costituiti prevalentemente da statue votive raffiguranti la dea madre, arpioni, bulini e propulsori in osso di era paleolitica finale, a seguito di articolato esame tecnico eseguito presso il “Museo delle Civiltà” di Roma, sono stati ritenuti provenienti da estese aree geografiche individuabili nell’Oriente Euro Asiatico (Anatolia, Armenia, vicino Oriente, Mesopotamia, Iran, Siria, Cipro, Palestina, Fenicia, Giudea, Canaan), nell’Europa Centro Orientale (Grecia, cultura Cicladica, Albania, cultura Vinca, cultura Cucuteni, Polonia, Serbia, Europa Orientale, Bulgaria, Romania, Ungheria, Russia, Siberia, Ucraina), nel Sub Continente Indiano (Valle dell’Indo, Pakistan, Afghanistan, cultura Mehrgarh, cultura Nindowari, cultura Bajaur, Impero Shunga, Battria-Margiana), nel Nord Africa e penisola Arabica (Egitto, culture Sahariane, Yemen) e nell’Europa Occidentale (penisola Iberica, Gibilterra, Francia, Austria, Germania, Malta).

Il 5 dicembre 2019, nell’ambito di un’attività preventiva finalizzata  al contrasto della commercializzazione di beni culturali illecitamente sottratti avviata d’iniziativa presso una manifestazione fieristica tenutasi nella Capitale, veniva sottoposto  a sequestro  il dipinto olio su tela con la raffigurazione di un “Compianto della Madonna”, esposto a titolo pubblicitario nel corso dell’evento.  I rilievi fotografici dei beni esposti in vendita, verificati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, hanno consentito di identificare il bene quale provento dei reati di  truffa e circonvenzione di persone incapaci denunciati presso la Procura della Repubblica di Pesaro, e di proseguire l’attività investigativa sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Sost. Proc. Dr.ssa Maria Bice Barborini.

Il 13 settembre 2019, nell’ambito di un’attività preventiva finalizzata  al contrasto della commercializzazione di beni culturali illecitamente sottratti avviata d’iniziativa presso un esercizio commerciale del settore antiquariato della Capitale, erano stati sottoposti  a sequestro n. 3 angeli putti attribuiti a Domenico Antonio Vaccaro

I rilievi fotografici dei beni esposti in vendita di elevato pregio e fattura, verificati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti (foto in bianco e nero sotto) del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, hanno consentito di identificare i beni quale provento di furto consumato in danno della Chiesa di “Santa Maria del Plesco”, sita in Casamarciano (NA), oggetto di diversi saccheggi denunciati fra il 1970 ed il 1999. I successivi approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentit l’individuazione e il recupero di altri due angeli nella disponibilità di un antiquario di Palermo e di un terzo acquistato da un privato cittadino residente nella provincia di Cremona.

La determinante collaborazione dell’Ente Diocesi di Nola – Curia Vescovile – Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici, ha consentito in quella occasione di acclarare che le complessive sei sculture in marmo adornassero la parete alta delle cornici in marmo policromo degli altari laterali della chiesa. 


Nel dare il benvenuto al Capitano Francesco Nicolò Pirronti porgiamo i migliori auguri di buon lavoro al Maggiore Lobuono, con la consapevolezza che nel nuovo e delicato  incarico confermerà l’impegno, la passione e la professionalità che ha dimostrato alla guida del Nucleo Carabinieri TPC di Roma.

Il Capitano Francesco Nicolò Pirronti
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