La 10a Conferenza Internazionale di ARCA

La Conferenza internazionale dell’Association for Research into Crimes against Art è ormai giunta alla sua decima edizione, tenutasi ad Amelia (TR) il 22 e il 23 giugno scorsi. Come ogni anno, l’affascinante borgo umbro ospita per quasi tre mesi, da maggio ad agosto, un variegato gruppo di studenti che partecipano al Postgraduate Certificate Program in Art Crime and Cultural Heritage Protection organizzato da ARCA

Si tratta di un programma interdisciplinare che grazie a docenti ed esperti internazionali esplora, in ben undici corsi, le scottanti tematiche connesse al mercato illecito dell’arte, agli scavi clandestini, al furto d’arte, alla falsificazione e alla protezione del patrimonio culturale. Parte integrante del percorso è proprio la Conferenza annuale che offre a un più vasto pubblico una fondamentale occasione di scambio e aggiornamento su questi importanti argomenti.

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La Conferenza costituisce anche la conclusione ideale del corso intensivo dedicato a Provenance Research, Theory and Practice organizzato da ARCA e diretto da Marc Masurovsky, co-fondatore di HARP (The Holocaust Art Restitution Project).

Quest’anno a dare il via alla carrellata di interventi sono stati i rappresentanti delle forze dell’ordine impegnati ogni giorno nella lotta al crimine nei luoghi d’arte e nel teatro virtuale del mercato online. La prevenzione dei furti e degli attacchi ai musei viene concretamente illustrata da Kim Covent, della Polizia di Ghent (Belgio); mentre Richard Bronswijk, della Polizia Nazionale Olandese, si sofferma sulla complessa operazione di cyber-patrol “PANDORA”, che ha permesso di colpire un’organizzata rete di trafficanti attivi sul web. L’addestramento, la collaborazione tra istituzioni e la capacità di porsi “behind the enemy’s mind” risultano, in entrambi i casi, essenziali per anticipare le mosse dei malintenzionati ed essere in grado di neutralizzarle.

Il colonnello Matthew Bogdanos (Antiquities Trafficking Unit, New York County District Attorney’s Office) ha catturato l’attenzione del pubblico ricordando i molteplici successi ottenuti dal suo team negli ultimi anni con il recupero di preziosi reperti archeologici: un’esperienza che spazia dalla devastazione del Museo di Baghdad agli eleganti uffici delle case d’asta di New York.

Di alcuni importanti recuperi ha inoltre parlato Shaaban Ahmed Abdel-Gawad Hassanien, capo del Dipartimento per il Rimpatrio del Ministero egiziano delle Antichità. Numerosi reperti, fuoriusciti illegalmente dal paese in seguito ai drammatici disordini del 2011-2013, sono stati rintracciati sul mercato estero o in transito doganale e restituiti all’Egitto grazie ai canali diplomatici.

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Cortile del Museo archeologico di Amelia (TR) sede della conferenza (foto di Michela De Bernardin).

L’articolato quadro legale internazionale applicabile al patrimonio culturale è stato affrontato in particolare sotto due punti di vista. Il pubblico ministero brasiliano, Marcilio Franca Filho, ha mostrato le problematiche del sistema legale per i beni culturali nell’area MERCOSUR, sottolineando la necessità di sviluppare una regolamentazione del mercato dell’arte basata sulla cosiddetta “soft law“.

Parimenti interessante l’intervento di Alessandra Asteriti, Junior Professor di International Economic Law, che ha mostrato le sovrapposizioni e le possibili interferenze tra le norme internazionali relative a heritage e cultural property e i trattati che proteggono gli investimenti internazionali.

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Amelia Conference 2019 – Kelly Horan, reporter e producer per la WBUR (foto di Michela De Bernardin)

All’ARCA Conference trovano spazio anche gli aggiornamenti sulle nuove tecnologie a servizio del patrimonio culturale. Con l’avvocato Massimo Sterpi si è infatti parlato di varie tipologie di blockchain, intelligenza artificiale e realtà aumentata che in breve tempo stanno modificando il concetto stesso di arte e collezionismo, con un forte impatto sul mercato.

I Big Data analizzati nella brillante relazione di Fabien Curto MIllet, Director of Economics di Google, hanno invece offerto un quadro significativo dei trend di mercato delle aste online.

Importanti novità riguardano la protezione del patrimonio e il monitoraggio di situazioni a rischio trafugamento. Samer Abdel Ghafour (ArchaeologyIN, ARCA) e Marcel Marée (British Museum) hanno infatti presentato, rispettivamente, il progetto HeDAP (Heritage Documentation and Protection, Università di Durham, con Anna Leone e Morgan Belzic) e la piattaforma The Circulating Artefacts, promossa dal British Museum. Entrambi i progetti prevedono la realizzazione di due database specifici: da una parte, per la catalogazione rapida dei reperti in situ in Libia e Tunisia e, dall’altra, per la schedatura dei reperti egiziani in vendita online. Nati indipendentemente, i due esperimenti informatici vedranno nel prossimo futuro una collaborazione reciproca, ponendosi come efficace strumento di contrasto e prevenzione di fenomeni quali looting e traffico illecito di beni archeologici.

Uno degli interventi più coinvolgenti di questa decima edizione è stato però senza dubbio quello della giornalista radiofonica Kelly Horan, che ha presentato alcuni spezzoni di un’avvincente serie podcast da lei prodotta per la WBUR. Last Seen è infatti un emozionante racconto a puntate dedicato a clamorosi casi irrisolti di furto di opere d’arte: tutto da ascoltare!

 


Mercoledì 03 luglio 2019 ©Tutti i diritti riservati

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