Gli affreschi della Tomba François entrano nel patrimonio dello Stato

Dopo anni di trattative, questi capolavori della pittura etrusca saranno destinati al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

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Con la firma dell’atto di compravendita avvenuta il 29 maggio al Ministero della Cultura, alla presenza del ministro Alessandro Giuli, gli affreschi della Tomba François di Vulci entrano ufficialmente nel patrimonio dello Stato italiano. L’acquisizione, del valore complessivo di 15 milioni di euro, consentirà la loro collocazione permanente presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove dal 25 giugno saranno presentati al pubblico attraverso una mostra dedicata. L’operazione conclude un percorso avviato oltre un secolo fa. Già nel 1921, infatti, lo Stato aveva manifestato interesse per l’acquisizione degli affreschi, considerati oggi una delle più importanti testimonianze della pittura etrusca e, in generale, della pittura antica.

Il Ministero della Cultura ha definito il risultato di eccezionale rilievo per il patrimonio culturale nazionale, sottolineando come l’operazione riporti sotto tutela pubblica reperti fondamentali per la conoscenza della civiltà etrusca e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico. L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei vecchi proprietari, gli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, diretta da Massimo Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo.

Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba dalla quale provengono gli affreschi, datata tra il 340 e il 320 a.C., era scavata nel tufo e comprendeva trentasette pannelli dipinti e due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso.

La decorazione pittorica intreccia mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica di Vulci. Le iscrizioni dipinte accanto ai personaggi consentono di identificare nomi ed episodi rappresentati. Tra le scene più note figura il sacrificio dei prigionieri troiani presso la tomba di Patroclo, con Achille affiancato dal demone Charun e dalla figura alata di Vanth. Sulla parete opposta compare la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, identificato dalla tradizione con il futuro re di Roma Servio Tullio. Il ciclo figurativo comprende inoltre quello che il Ministero definisce il più lungo fregio animalistico noto dell’antichità, popolato da grifoni, leoni, pantere, cervi, cinghiali e altre creature reali e fantastiche.

Per celebrare l’acquisizione, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia inaugurerà il 25 giugno una grande esposizione dedicata alla Tomba François. Grazie alla collaborazione del Louvre, del British Museum, del Royal Museum of Art and History di Bruxelles, del Musée Cantonal d’Archéologie et d’Histoire di Losanna, dei Musei Vaticani e dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, saranno riuniti reperti, documenti, copie storiche e opere provenienti dal corredo o legate alla vicenda collezionistica. L’allestimento prevede inoltre tavoli tattili e contenuti in Lingua dei Segni Italiana.

[Foto: Ministero della Cultura].

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