Il Museo Nazionale d’Abruzzo torna al Castello cinquecentesco dell’Aquila

Dopo il sisma del 6 aprile 2009, il rientro nella sede storica segna una tappa decisiva nel lungo percorso di ricostruzione culturale della città

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Il Museo Nazionale d’Abruzzo torna nella sua sede storica all’interno del Castello cinquecentesco dell’Aquila, a sedici anni dal terremoto del 6 aprile 2009 che aveva reso inagibili gli spazi e imposto il trasferimento delle collezioni. La riapertura restituisce alla città uno dei suoi luoghi simbolo, profondamente legato alla storia museale e identitaria del capoluogo abruzzese. Il Castello, edificato nel XVI secolo, ospitava il museo dal 1951. Il sisma del 2009 ne aveva compromesso la piena fruibilità, determinando l’uscita forzata delle opere e l’avvio di un lungo intervento di restauro e consolidamento. In attesa del completamento dei lavori, il museo era stato trasferito in una sede temporanea, mantenendo attiva la propria funzione espositiva e scientifica pur in una condizione di provvisorietà.

Alcune immagini dell’allestimento (Foto: Direzione Generale Musei)

Il rientro al Castello avviene con un nuovo allestimento che presenta una selezione delle collezioni all’interno degli spazi storici, organizzata secondo un percorso cronologico. L’intervento ha tenuto conto delle esigenze di tutela, sicurezza e accessibilità, integrando soluzioni tecniche adeguate a un contesto segnato dall’esperienza sismica. La riapertura non coincide soltanto con la restituzione di un contenitore architettonico, ma con il ritorno del museo nel luogo che per decenni ne ha definito l’identità pubblica. In questo senso, il MuNDA torna a svolgere un ruolo centrale nel sistema culturale cittadino, riaffermando la continuità tra patrimonio, territorio e memoria, dopo una frattura che ha inciso a lungo sul tessuto urbano e sociale dell’Aquila.

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