Sarà presto restituita alla devozione popolare la scultura rubata a Lecce da una cappella del Cimitero Monumentale

Il recupero mostra come le restituzioni non riguardino solo il patrimonio artistico “maggiore”, ma anche le opere della devozione popolare, centrali nella memoria, nelle pratiche religiose e nell’identità delle comunità locali

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Le restituzioni non riguardano soltanto i grandi capolavori dell’arte antica o le opere destinate ai musei. Coinvolgono anche oggetti della devozione popolare, spesso caratterizzati da un valore materiale contenuto ma da una forte centralità simbolica e rituale per le comunità che li custodiscono. Il recupero della statua della Madonna Addolorata sottratta dal cimitero monumentale di Lecce si inserisce pienamente in questa dimensione.

Conservata nella cappella dell’arciconfraternita, era stata rubata lo scorso 18 marzo dopo la forzatura della teca protettiva. Si tratta di un manufatto devozionale con volto in ceramica, capelli veri e dimensioni prossime al naturale, utilizzato nei momenti di culto e nella vita confraternale cittadina. La sua scomparsa aveva colpito un contesto che non è soltanto luogo funerario, ma spazio di memoria, pratica religiosa e continuità identitaria.

Le indagini coordinate dalla Procura di Lecce hanno condotto all’individuazione dell’opera a Malta, dove era stata trasferita dopo il furto. Il sequestro è avvenuto grazie all’attività dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, in collaborazione con le autorità locali, confermando come anche i beni di carattere devozionale siano coinvolti nei circuiti del traffico illecito che travalicano i confini nazionali. Le attività investigative sono proseguite per ricostruire l’intera filiera del trasferimento e accertare le responsabilità.

La restituzione della statua alla devozione popolare sarà segnata da un momento pubblico e ufficiale. Lunedì 1 dicembre 2025, alle ore 18, nella Chiesa di Sant’Angelo, santuario mariano dell’Addolorata, è prevista una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo metropolita di Lecce, monsignor Angelo Raffaele Panzetta. L’immagine sarà esposta alla pubblica venerazione e la celebrazione si concluderà con l’esecuzione polifonica dello Stabat Mater, alla presenza delle autorità civili e militari, come segno di restituzione formale alla comunità.

La conclusione positiva della vicenda richiama l’attenzione su una tipologia di beni spesso marginale nel dibattito sul traffico illecito, ma strutturalmente vulnerabile per la collocazione, la mancanza di una protezione efficace e la facilità di circolazione in contesti informali. Il recupero della Madonna Addolorata non coincide soltanto con la restituzione di un oggetto sottratto, ma con il ripristino del rapporto tra il bene, il luogo e la comunità che lo riconosce come parte viva della propria storia.

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