Lo Smithsonian si aggiunge alla lista delle istituzioni che rimpatrieranno i Bronzi del Benin

L’annuncio in una nota diramata dallo Smithsonian lo rende una delle prime istituzioni culturali americane a considerare la restituzione dei manufatti che sono stati rubati nel 1897 dal Regno di Benin.

Il direttore dello Smithsonian National Museum of African Art ha dichiarato che i funzionari del museo hanno rimosso i Bronzi del Benin dalle sale espositive e che intendono dare il via al processo di rimpatrio dei mirabili manufatti dell’Africa occidentale saccheggiati dall’esercito britannico più di un secolo fa.

«Posso confermare che i Bronzi non sono più in mostra e siamo assolutamente convinti del rimpatrio di queste opere d’arte, laddove plausibile», ha dichiarato il direttore del museo, Ngaire Blankenberg. «Non possiamo costruire il futuro senza fare del nostro meglio per guarire le ferite del passato».

Blankenberg ha inoltre sottolineato che il processo di rimpatrio fa parte di «una strategia molto più ampia», aggiungendo che «quanto ha portato al saccheggio dei Bronzi in primo luogo e all’esposizione nei musei di tutto il mondo non deve più accadere».

Il Museo conserva 16 oggetti ascrivibili al cospicuo gruppo oggetto di furto del 1897. Oltre a quelli che non sono più esposti, ce ne «potrebbero essere altri nella nostra collezione», ha detto Blankenberg, «ma stiamo ancora verificando».

Con il proliferare delle conversazioni sul razzismo e l’eredità del colonialismo, anche altri musei occidentali si sono resi disponibili all’idea di rimpatriare incondizionatamente i Bronzi del Benin in loro possesso.

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