Intorno alle 19 di lunedì 15 aprile un terribile incendio ha rapidamente devastato la Cattedrale di Notre Dame a Parigi. Sotto gli occhi increduli del mondo, prima la guglia centrale e poi tutto il tetto sono crollati, divorati dalle fiamme che hanno avuto la meglio sulla carpenteria lignea e sulla copertura in piombo.

Esclusa per ora la natura dolosa del disastro, si ipotizza piuttosto un problema connesso alle impalcature fissate sul tetto per i massicci lavori di ristrutturazione da poco intrapresi. In effetti solo qualche giorno fa erano state rimosse le 16 statue in rame raffiguranti gli apostoli e gli evangelisti, originariamente collocate attorno alla guglia.

Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato con forza che l’edificio verrà ricostruito. Date le proporzioni dei danni, tuttavia, si prevedono lavori lunghi e dispendiosi che solo parzialmente potranno ricucire la spaventosa ferita materiale e culturale inferta alla capitale francese.

Secoli di arte e di storia vissuti e rappresentati da Notre Dame sono finiti, per sempre, in cenere.

 

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