INTERPOL diffonde il Report 2020 sull’attività operativa degli Stati Membri

Durante la pandemia globale di COVID-19 le attività criminali non si sono fermate, neanche quelle che mirano al Patrimonio Culturale. Anzi, nella fattispecie, alcune volte si sono rivelate più gravi. Tutto questo è illustrato dettagliatamente in Assessing Crimes Against Cultural Property, il report diffuso oggi sulle attività svolte nei Paesi che gravitano attorno a INTERPOL.

Assessing Crimes Against Cultural Property non è soltanto il primo report pubblicato dopo la lunga e difficile fase pandemica, ma anche il primo reso disponibile al pubblico. Si basa, in sostanza, sulle informazioni fornite nel 2020 dai 72 Stati che collaborano con INTERPOL e che trasmettono costantemente i dati riguardanti i reati contro il Patrimonio Culturale, gli arresti effettuati e il traffico internazionale di opere d’arte.

I dati

Ecco dunque i dati: nel 2020 sono stati sequestrati a livello globale 854.742 beni culturali, tra cui dipinti, sculture, reperti archeologici, monete, medaglie e beni librari. Più della metà di questi oggetti – 567.465 oggetti – è stata sequestrata in Europa, aspetto che mette in evidenza l’efficacia delle operazioni poste in essere dagli specifici reparti di polizia impegnati nella lotta ai reati contro il Patrimonio Culturale, attestati nella maggior parte dei paesi del Vecchio Continente.

In particolare, rispetto al 2019 sono aumentati gli scavi illeciti in Africa (32%), nelle Americhe (187%) e soprattutto in Asia e nel Sud del Pacifico (3,812%). La causa di tutto ciò potrebbe essere imputata al fatto che i siti archeologici e paleontologici sono per loro natura meno protetti e quindi più esposti a scavi archeologici clandestini.

Inversione di tendenza invece nei musei: le restrizioni COVID-19 hanno probabilmente limitato le azioni criminali verso le collezioni pubbliche. Secondo l’International Council of Museums (ICOM), nel 2020 circa il 95% dei musei del mondo è stato costretto a chiudere temporaneamente i battenti. Nonostante tutto un certo numero di reati si è verificato in tutto il mondo, come mostra il resoconto operativo di INTERPOL. Un caso a sé quello delle Americhe, dove si è registrata una percentuale di reati minori rispetto all’anno precedente.

Tra i fatti più eclatanti da segnalare, il furto della tela di Van Gogh dal museo Singer Laren di Amsterdam e quello di tre capolavori portati via dal Christ Church College di Oxford.

“La pandemia di COVID-19 ha senza dubbio profondamente pesato sulle attività illecite messe in atto da criminali dediti al traffico illecito di beni culturali, ma non ha in alcun modo influenzato né la domanda di beni d’arte né i reati ad essa connessi”, ha affermato Corrado Catesi, che coordina la Unit of Art di INTERPOL. “Quando tutti i paesi si sono attivati con le restrizioni relative a viaggi e a spostamenti di varia natura, i criminali hanno saputo trovare il modo per portare a completamento le attività illecite intorno al Patrimonio Culturale, come gli scavi clandestini e il contrabbando di beni culturali”.

Gli strumenti utilizzati da INTERPOL

INTERPOL ha continuato in questa fase a sviluppare nuovi strumenti e ad aggiornare quelli esistenti al fine di consentire alle forze dell’ordine e agli enti privati ​​di tutto il mondo di combattere al meglio questi crimini.
Lo strumento più efficace a disposizione sia delle forze dell’ordine che del pubblico in generale è lo Stolen Works of Art Database, in cui sono registrati oltre 52.000 oggetti provenienti da 134 paesi.

Nel maggio 2021, INTERPOL ha lanciato l’applicazione mobile ID-Art, che consente agli utenti, dalle forze dell’ordine al pubblico in generale, di ottenere l’accesso mobile al database delle opere d’arte rubate, di creare un inventario delle collezioni d’arte private e segnalare i siti culturali potenzialmente a rischio.

I risultati di ID-Art

ID-Art ha già aiutato le forze dell’ordine nelle indagini sui reati contro i beni culturali. A Londra, la polizia nazionale spagnola ha recuperato tre monete d’oro di Età Imperiale. Due persone sono state arrestate dopo aver cercato di vendere una delle monete, che era stata rubata in Svizzera nel 2012. Utilizzando ID-Art, gli investigatori sono stati in grado di identificare i beni numismatici, per un valore stimato di 200.000 Euro sul mercato nero.

Nel luglio 2021, una croce astile risalente al XIII secolo è stata recuperata dalla polizia in Romania e restituita al Museo della Chiesa Evangelica di Cisnadie, da dove è stata rubata nel 2016. La croce era stata registrata nel database dell’INTERPOL delle opere d’arte rubate ed è stato quindi possibile identificarla tramite l’app ID-Art.

ID-Art ha anche aiutato l’unità olandese Art Crime a scoprire due dipinti che erano stati denunciati come rubati, e i Carabinieri italiani a identificare due statue provento di furto e messe in vendita su un sito web.

“Ogni paese del mondo è interessato in un modo o nell’altro dai reati contro i beni culturali, e il rapporto diffuso da INTERPOL testimonia l’ottimo lavoro svolto dalle polizie in tutti i nostri Paesi Membri”, ha affermato Catesi. “Ora, con strumenti come ID-Art e lo Stolen Works of Art Database di INTERPOL, non solo le forze dell’ordine, ma tutti indistintamente potranno fornire aiuto e contribuire così a proteggere il nostro Patrimonio comune”.

[Fonte: INTERPOL].

Survey of INTERPOL Member Countries 2020

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