La viola “Rodolfo Fredi” smarrita. Una storia a lieto fine

Complici lo stress, la stanchezza, i mille pensieri che spesso tengono impegnati oltremisura senza aggiungere, chissà, lo zampino del fato che, spesso, si prende gioco di noi forse per uno strano ed incomprensibile intimo divertimento. Tant’è… a volte molti strumenti musicali vengono smarriti. E capita sempre più spesso: sui taxi, sui pullman, sugli aerei e sui treni. A volte gli strumenti smarriti vengono ritrovati, altre volte spariscono per lunghissimi periodi per poi riemergere dopo anni di oblio.

Così come esistono le dimenticanze, esistono anche i lieto fine. E in questo caso non è sempre il fato a far la differenza quanto l’articolato ed il professionale coordinamento delle forze preposte alla sicurezza collettiva che possono risolvere situazioni che, diversamente, avrebbero avuto certamente un altro epilogo. 

È successo alcuni giorni fa quando la Polizia Ferroviaria di Firenze ha restituito al legittimo proprietario il suo strumento ad arco ritrovato in una carrozza di un treno Alta Velocità proveniente da Napoli. Lo strumento, una viola Rodolfo Fredi costruita nel 1934, è di proprietà del musicista Gabriele Croci che l’ha dimenticata sul convoglio rientrando a Roma, dopo una lezione tenuta al Conservatorio di Napoli.

Una dimenticanza subito risolta dalla Polfer che, avvertita dal musicista, ha attivato le ricerche contattando il capotreno che, recuperato lo strumento, lo ha consegnato a Firenze nelle mani della Polfer dove è rimasta in custodia fino all’arrivo del musicista al quale la viola è stata riconsegnata.

Rodolfo Fredi (1861-1950) è stato un liutaio importante della scuola romana. Si era diplomato in violino a Santa Cecilia e aveva deciso di dedicarsi alla costruzione degli strumenti ad arco da autodidatta. Fredi lavorò sempre da solo, realizzando strumenti di grandissimo pregio ispirandosi ai grandi maestri della liuteria italiana. I suoi lavori, di grande interesse sia sul piano estetico sia su quello rigorosamente acustico, sono stati realizzati con legno di abete ben stagionato proveniente dal Tirolo o da vecchie travi di case in demolizione per quanto attiene la tavola armonica; con legno d’acero dei boschi dell’Abruzzo per il fondo, le fasce e il manico. Fredi, animato da una fortissima passione che lo tenne instancabilmente impegnato nel suo laboratorio sino a tarda età, costruì 450 violini, 70 viole, 5 violoncelli e 1 contrabbasso oltre ad alcune viole d’amore che tutt’oggi vengono suonate da valenti musicisti in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Germania, negli Stati Uniti e in Australia.

Dunque un plauso per il pronto intervento della Polfer che ha permesso di ritrovare e restituire una delle 70 preziose viole costruite dal maestro liutaio Fredi al musicista Croci, che ha ringraziato gli Agenti con un mini concerto.

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