Mercante d’arte si dichiara colpevole di avere acquistato e rivenduto beni archeologici trafugati in oriente

Ha ammesso di avere avuto un ruolo attivo nel traffico illecito di beni archeologici rubati in India e nel Sud-Est asiatico Nancy Wiener, nota esperta di antichità orientali e mercante d’arte.

Secondo gli investigatori, alcuni degli oggetti trafugati sarebbero stati venduti a importanti musei in Australia e a Singapore, e altri battuti all’asta da Christie’s e Sotheby’s, per un valore che varia da 100.000 a 1,5 milioni di dollari.

Dal momento del suo arresto nel 2016, Wiener ha collaborato con la polizia al recupero di circa due dozzine di sculture antiche, molte delle quali rappresentano divinità buddiste e indù.

Da New York, il procuratore distrettuale Matthew Bogdanos, da anni alla guida di un’unità speciale che persegue il traffico illegale di antichità, ha dichiarato che Wiener non potrà mai annullare decenni di danni arrecati a nazioni come India, Cambogia e Tibet, che sono state private di oggetti di grande valore culturale. Il procuratore però ha anche fatto notare il sincero pentimento della famosa gallerista e ha lodato la Wiener per aver collaborato con le autorità e aver consegnato file e documenti che attestano le dinamiche del traffico illecito in questione, cruciali per le indagini.

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